Cultura

Il Madre inaugura “La rabbia giovane”

NAPOLI – “La rabbia giovane” è la nuova rassegna cinematografica che, dopo i successi dell’estate, si inaugura domenica 30 ottobre alle ore 18,30 presso il Museo Madre. Il ciclo di film prende il nome dal titolo italiano del primo film di Terrence Malick per indagare il malessere giovanile che sfocia spesso in atti violenti, gratuiti, disperati, sintomi di una società malata ed incapace di contenere pulsioni irrazionali. Si comincia proprio con il film di Malick, con Sissy Spacek e Martin Sheen.

Un film del 1973 che impose all’attenzione internazionale uno dei più importanti registi e sceneggiatori americani viventi, un poeta dell’immagine che ha meritato piogge di candidature all’Oscar, nonostante la scarna filmografia di cui si compone la sua opera filmica. Con “The Tree of Life” (2011), ha vinto la Palma d’Oro all’ultimo festival di Cannes. “La rabbia giovane” è ispirato ad una storia vera: una giovane coppia, nella realtà squallida e selvagga della provincia americana, degradata e bigotta (il titolo originale è “Badlands”), commette una serie di omicidi senza un perché, un una condizione “semi-onirica” del protagonista. Seguirà, Domenica 6 novembre, un capolavoro di Luis Buñuel, “I figli della violenza” (Los olvidados), forse il miglior film del periodo messicano del famoso regista surrealista.

Al centro della storia ci sono due ragazzi sul confine tra criminalità e responsabilità nei fatiscenti slums messicani degli anni Cinquanta. Il 13 novembre  è la volta del durissimo film di Larry Clark, “Ken Park” che il lato oscuro del sogno americano: una legione di giovani che non crede più a nulla, tra sesso e noia. Quindi, Domenica 20, un film simbolo delle utopie giovanili del 1968, “Partner” di Bernardo Bertolucci. Con “Assassini nati” (Natural Born Killers) di Oliver Stone, in programma il 27 novembre, siamo in piena follia omicida e nell’assurdità dell’universo mediale, per cui spietati assassini diventano “divi” televisivi.

La colonna sonora del film venne definita come una delle “50 più forti della storia del cinema” ed è quanto mai varia, spaziando dalle atmosfere di Peter Gabriel al rock di Patti Smith, a Puccini, fino alla voce demoniaca di Diamanda Galas. Il 4 dicembre, un film di straordinaria attualità, “L’odio” (La haine) di Mathieu Kassovitz, ambientato nell’inferno delle balieau parigine. Un film durissimo che ha totalizzato milioni di spettatori, ottenendo il premio per la miglior regia a Cannes nel 1994. Domenica 11 dicembre è la volta del primo film americano di Ken Loach, “Il pane e le rose” (Bread and Roses),  sul lavoro precario e sullo sfruttamento giovanile. Quando, nel 2000, il film giunse in Italia, non c’era ancora la Legge 30, ma oggi anche nella nostra nazione si verificano casi simili a quelli descritti nel film. Ancora lotte sociali, ma nel clima rovente della crisi del 1929 in USA, nel capolavoro di Martin Scorsese, “America 1929: sterminateli senza pietà” (Boxcar Bertha), in programma il 18 dicembre.

La rassegna termina, il 25 dicembre, con “Amores perros” di Alejandro Gonzalez Inarritu, ambientato a Città del Messico tra personaggi miseri e detestabili. Il fascino del film deriva da un fondo di dolcezza e da una struttura “tarantiniana” che attraverso il montaggio combina stralci di avvenimenti in un appassionante racconto.

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