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Cronaca

Il Comune di Sant’Antonio Abate avvia le procedure per l’acquisizione del “Grand Hotel La Sonrisa”

Dopo otto mesi di attesa, il Comune di Sant’Antonio Abate ha finalmente compiuto i primi passi concreti verso l’acquisizione del “Grand Hotel La Sonrisa”, noto al grande pubblico come il “Castello delle Cerimonie”, a seguito della sentenza che ne ha disposto la confisca. La sindaca Ilaria Abagnale ha annunciato che sono stati completati tutti gli atti necessari per avviare l’acquisizione dell’immobile e dell’area circostante, che si estende su oltre 40mila metri quadrati, al patrimonio comunale.

Un piano d’azione già in corso

Nonostante il ritardo nella pubblicazione delle motivazioni della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione lo scorso 15 febbraio, la sindaca ha precisato che l’amministrazione comunale, in collaborazione con gli uffici competenti e i consulenti legali esterni nominati, ha deciso di non attendere oltre e ha avviato le pratiche per l’acquisizione del bene. I consulenti legali che supportano il Comune in questa fase complessa sono l’avvocato Lorenzo Lentini per gli aspetti amministrativi e l’avvocato Marco Campora per quelli penali. “La sentenza è diventata irrevocabile”, ha dichiarato Abagnale, “e sebbene manchino ancora le motivazioni ufficiali, il nostro impegno non si è fermato”. Il Comune ha richiesto all’Agenzia del Territorio di Napoli una valutazione del valore dell’immobile, ma il sopralluogo previsto potrà essere effettuato solo a partire da dicembre 2024. Nel frattempo, i precedenti proprietari dell’immobile, che attualmente occupano la struttura senza titolo, continuano a versare al Comune un canone di 29mila euro mensili, stabilito in base alle tabelle dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Coordinamento con Prefettura e Procura

La sindaca ha sottolineato che tutte le operazioni saranno condotte in stretta collaborazione con la Prefettura e la Procura Generale di Napoli, per garantire la massima trasparenza e il rispetto della legalità. Nei prossimi giorni è prevista una riunione gestionale per definire il cronoprogramma delle attività necessarie alla liberazione dell’area e all’acquisizione definitiva dell’immobile. Questo piano sarà poi sottoposto al vaglio delle autorità competenti prima di essere reso pubblico.

Un lungo iter giudiziario

La vicenda giudiziaria che ha portato alla confisca del “Grand Hotel La Sonrisa” ha radici profonde, risalenti al 2011, quando gli inquirenti contestarono una serie di abusi edilizi perpetrati a partire dal 1979. Nel 2016 il Tribunale di Torre Annunziata condannò Rita Greco, moglie del defunto “Boss delle Cerimonie” Tobia Antonio Polese, e suo fratello Agostino Polese, amministratore della società. Nel 2022 la Corte d’Appello di Napoli riformò parzialmente la sentenza, ma la conferma definitiva è arrivata lo scorso febbraio con il pronunciamento della Corte di Cassazione. Sebbene i reati contestati siano stati prescritti, la confisca è stata confermata.

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