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Il caso Boccia-Sangiuliano: perquisita la casa dell’imprenditrice dopo la denuncia dell’ex ministro della Cultura

Una nuova pagina si apre nel caso che coinvolge l’imprenditrice e influencer Maria Rosaria Boccia e l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Dopo l’esposto presentato da quest’ultimo, i carabinieri del Nucleo investigativo hanno perquisito l’abitazione della donna a Pompei, su disposizione della Procura di Roma. Durante l’operazione, sono stati sequestrati vari dispositivi informatici, il cellulare dell’imprenditrice e un paio di occhiali smart, utilizzati da Boccia per effettuare riprese, anche all’interno della Camera dei deputati. Il sequestro del materiale, avvenuto ieri mattina, è un passo importante in un’inchiesta che vede la Boccia indagata per minaccia o violenza a corpo politico e lesioni personali. Le accuse fanno riferimento all’articolo 338 del codice penale, che punisce con una reclusione da uno a sette anni chiunque usi minacce o violenza contro organi politici o pubblici. Si tratta di un’accusa seria, che fa luce su un contesto molto più complesso e delicato di una semplice diatriba personale.

Le origini del caso

Il caso ha preso il via dopo le dichiarazioni di Sangiuliano, che, all’inizio di settembre, aveva rivelato in un’intervista al Tg1 di aver avuto una relazione con Boccia, ex collaboratrice e influencer, ma di non aver mai impiegato fondi pubblici per lei né di averla coinvolta in questioni riservate. La rivelazione ha scatenato una serie di attacchi sui social da parte della stessa Boccia, che ha accusato Sangiuliano di non aver mantenuto la promessa di nominarla consulente per i grandi eventi culturali.

Le tensioni tra i due si sono inasprite, portando l’ex ministro a presentare una denuncia contro l’imprenditrice, che ha successivamente condotto all’apertura dell’indagine. La Procura di Roma sta ora approfondendo il ruolo di Boccia nelle presunte minacce e nell’uso degli occhiali smart, già al centro di controversie per le riprese non autorizzate nei palazzi del potere.

Il coinvolgimento di Sangiuliano

Nonostante il focus attuale sia sull’imprenditrice, anche Sangiuliano è coinvolto nell’inchiesta, poiché è indagato per peculato e rivelazione di segreto d’ufficio. I magistrati stanno verificando se l’ex ministro abbia mai utilizzato impropriamente risorse pubbliche durante il periodo della loro collaborazione e se abbia trasmesso informazioni riservate. L’inchiesta quindi potrebbe estendersi oltre il semplice scambio di accuse tra le due parti.

Un elemento particolarmente interessante riguarda il sequestro degli occhiali smart da parte dei carabinieri. Boccia li aveva già usati in passato per fare riprese clandestine all’interno di Montecitorio, l’episodio che le era costato un provvedimento di esclusione dagli edifici istituzionali. Questo tipo di attrezzatura tecnologica potrebbe essere rilevante per comprendere meglio il suo comportamento e le eventuali minacce o violazioni alle istituzioni.

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