Il Barcellona travolge il Napoli
NAPOLI – Napoli travolto al Camp Nou. Lezione di calcio del Barcellona, che fa suo il “Trofeo Gamper” rifilando cinque reti (Fabregas, Keita, Pedro e doppietta di Messi) ai partenopei, collezionando anche quattro legni. Una vera e propria batosta per gli uomini di Mazzarri, con Cavani che si vede annullare due gol, in entrambe le occasioni per fuorigioco.
Serata di presentazione per il Barca, con i nuovi acquisti Sanchez e Fabregas che escono per primi sul campo, accolti da un’ovazione.
Microfono poi in mano al capitano Puyol: “abbiamo già conquistato un titolo, ma ne vogliamo altri e col vostro aiuto ci riusciremo, se rimarremo uniti continueremo a fare la storia”, le parole del difensore al pubblico, a cui ha fatto eco Pep Guardiola. Poi parola al campo. Barca rimaneggiato, con Messi e Xavi in panchina, esordio da titolare per Fabregas con Iniesta in avanti assieme a Kiko e Villa. Mazzarri risponde col miglior undici, con De Sanctis tra i pali, Campagnaro, Cannavaro e Britos dietro, Dossena e Maggio larghi con Dzemaili e Inler in mezzo. In attacco spazio a Cavani, supportato da Lavezzi e Hamsik.
Blaugrana pericolosi con Fabregas, mentre i partenopei si vedono annullare un gol per fuorigioco a Cavani, a segno con una splendida rovesciata. Ma tra il 25′ e il 30′ il Napoli crolla sotto i colpi del Barca: prima l’ex capitano dell’Arsenal insacca su un cross dalla sinistra di Adriano, poi Keita di testa capitalizza al meglio un assist millimetrico di Iniesta. Mazzarri perde anche Britos per infortunio (dentro Aronica) ma
l’inizio ripresa è da incubo per i partenopei, col Barca che nel giro di un minuto colpisce per tre volte il palo (due legni per Pedro e uno per Cuenca).
Al 12′ è il momento di Messi, dentro al posto di Fabregas, e la Pulga, dopo un’altra rete annullata a Cavani anche stavolta per fuorigioco, trascina il Barca al pokerissimo: al 20′ punizione dell’argentino che finisce sul palo e ribattuta vincente di Pedro; cinque minuti dopo è lo stesso Messi ad andare a segno dopo una splendida combinazione con Xavi e Pedro. Ma lo show dell’argentino non è ancora finito e al 32′ firma la sua doppietta personale con un sinistro che non lascia scampo a De Sanctis. Finisce 5-0 per il Barca, serata da incubo per il Napoli.
Nel pomeriggio, prima della gara, aveva parlato De Laurentiis. Ecco la cronaca del suo intervento.
Il nuovo contratto collettivo che l’Aic chiede alla Lega di firmare “va cestinato perchè la cultura che c’è dietro viene dal passato: non si vuole abbracciare la strada del futuro, non si vuole discutere di come sono sbagliate le procedure”. Non ci va leggero il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che da Barcellona ribadisce la sua idea sul contratto tra club e giocatori. A detta del produttore, quando una società acquisisce il cartellino di un elemento per un certo numero di anni, il calciatore dovrebbe continuare a guadagnare quanto percepiva precedentemente, “la diseducazione sta nel fatto che un giocatore che è stato in un club apparentemente minore, dove guadagnava 500-600mila euro all’anno netti, viene da me e mi chieda 1 o 2 milioni. E che sono fesso?”.
De Laurentiis ammette che lo sciopero proclamato dai giocatori in Spagna “è sacrosanto, non vengono pagati da 12-14 mesi, mentre da noi è stato paventato uno sciopero perchè non si firma un contratto a servizio di un calcio vecchio e morituro”. Il presidente del Napoli rinnova il suo invito al numero uno della Figc Giancarlo Abete a rinunciare al ruolo di mediatore. “Deve farsi da parte – continua – più volte gli ho detto di mettere mano alla legge 91 dell’81 (quella che regola i rapporti tra società e atleti, ndr) perchè non possiamo andare avanti così: perchè i club non sono più club ma società per azioni, continuare a ignorarlo è gravissimo; e perchè a un certo punto questi sono problemi che riguardano la Lega e i calciatori. Una società per azioni ha dei problemi di bilancio, deve lavorare in un certo modo e il contratto deve rispecchiare certe esigenze che si modificano di anno in anno tra club e calciatori, che rimangono lavoratori dipendenti a tempo determinato”.
Anche sul contributo di solidarietà, per De Laurentiis la questione non è in discussione: “se abbiamo negoziato un contratto lordizzato è chiaro che pagheremo ai giocatori un netto detratta quest’ultima una tantum”. “In Lega ci vuole uno scatto duplice di maturità – prosegue – di crescita culturale sul piano dell’impresa. La Lega non è la casa del presidente della Lega, del suo direttore generale, non è il posto dove si fanno le combine, nel senso che si convincere il presidente o il direttore generale a fare una cosa piuttosto che un’altra ma è la nostra casa, il posto in cui risiedono le società e dove dobbiamo gestire la nostra vita professionale”. Non manca una battuta sull’articolo sui fuori rosa: “Non sono contro l’articolo 7 ma contro l’ignoranza culturale – conclude – quello è un contratto che non serve: Abete vuole lavarsene le mani e farlo approvare per far partire il campionato ma purtroppo ognuno pensa sempre alla propria immagine, alla propria carriera e qui di mezzo ci vanno 30 milioni di tifosi che chiedono chiarezza e si sono stancati di sentirsi raccontare sempre le stesse favole, le stesse storie”
Chavez arriverà presto mentre niente da fare per Gilardino. “Inizialmente ci siamo focalizzati sulla prima squadra – ha spiegato -. Poi, con Mazzarri, abbiamo deciso di far allenare la Primavera sui campi della formazione principale. Erano tempi in cui bisognava uscire dalla C, poi dalla B per affermarci in A. Adesso abbiamo puntato su Sormani: lavorerà su un territorio pericolosissimo dove si vuole che 2 più 2 faccia 7 e non 4. Daremo una svolta al settore giovanile e soprattutto un’immagine più internazionale. Farò investimenti sul territorio dove nessuno vuole investire”. (Repubblica)
