I diritti violati pagati dai civili
NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – Se solo avessimo la forza di rifiutarci di farlo, di gettare le armi, di disobbedire ad ogni governatore di ogni paese del mondo, non avremmo guerre, ma oggi non serve l’utopia, non conviene a nessuno, ma sognare un mondo migliore fa bene a tutti.
E’ vero, non tutte le guerre sono uguali, o almeno, non per tutti. Per i civili l’effetto è sempre lo stesso: la sofferenza, la disperazione, la morte. E’ triste per un paese come il nostro, a 150 anni dall’unità dover affiancare una data così triste. L’Italia ha fornito armi a Gheddafi, come pure molti Stati che ora si apprestano a bombardarla. Ma perché siamo in guerra? Missione umanitaria. Fosse vero dovremmo essere in guerra con mezzo mondo, ma non è così. Anche in Afghanistan fummo in guerra senza saperne assolutamente i motivi. Ma le colpe della distruzione della Cecenia sono da imputarsi alla Russia di Putin e l’occupazione del Tibet alla Cina di Hu Jintao, ma nessuno ha mosso, né muoverà un dito all’ONU. Nel Darfur è stato massacrato, stuprato, mutilato, un milione di persone nell’indifferenza della Nato. In Africa sono in corso guerre civili e tribali da 50 anni a partire dallo spaventoso genocidio del Ruanda. Insomma, paesi di serie A e quelli di serie B. E’ necessario fare il possibile per scongiurare questa guerra, nessuno può oggi immaginare quali possono essere le reali conseguenze.
