Guerra Ucraina-Russia: Mosca chiude al cessate il fuoco
Mosca alza il muro sulle trattative mentre Kiev tenta di riaprire uno spiraglio diplomatico. Nel nuovo capitolo della guerra tra Russia e Ucraina, il Cremlino ha respinto la proposta di una tregua natalizia e ribadito il rifiuto a qualsiasi presenza di truppe Nato sul territorio ucraino, definendo inoltre il Donbass una “linea rossa” non negoziabile. Parole che ridimensionano le dichiarazioni del presidente Vladimir Putin, che nei giorni scorsi si era detto pronto a valutare una soluzione pacifica, pur giudicando “improbabile” un dialogo con gli attuali leader europei.
Da Kiev arrivano tuttavia segnali di cauta apertura. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che un pacchetto di proposte diplomatiche, elaborato insieme agli Stati Uniti, sarà finalizzato entro pochi giorni e successivamente presentato da Washington alle autorità russe, nel tentativo di riattivare un canale di confronto politico.
Sul fronte militare, il sostegno occidentale all’Ucraina continua. Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha annunciato l’acquisto di un nuovo pacchetto di armi statunitensi destinato a Kiev per un valore di 3,2 miliardi di corone norvegesi, pari a circa 267 milioni di euro. Il pacchetto include munizioni per i caccia F-16, missili a guida laser impiegabili sia dall’aviazione sia dalle difese aeree terrestri, oltre a missili a lungo raggio. Le forniture saranno acquistate direttamente dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti attraverso il programma Foreign Military Sales. “Ci aspettiamo una consegna rapida: l’Ucraina dipende da queste armi per resistere agli attacchi russi”, ha dichiarato Støre.
Intanto, in Europa, l’Unione accelera verso un’intesa sull’utilizzo degli asset russi congelati, tema centrale alla vigilia del summit dei leader Ue. L’obiettivo è rafforzare il sostegno finanziario e militare a Kiev, ma la questione continua a dividere i Ventisette per le sue implicazioni politiche e giuridiche.
Da Kiev arrivano tuttavia segnali di cauta apertura. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che un pacchetto di proposte diplomatiche, elaborato insieme agli Stati Uniti, sarà finalizzato entro pochi giorni e successivamente presentato da Washington alle autorità russe, nel tentativo di riattivare un canale di confronto politico.
Sul fronte militare, il sostegno occidentale all’Ucraina continua. Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha annunciato l’acquisto di un nuovo pacchetto di armi statunitensi destinato a Kiev per un valore di 3,2 miliardi di corone norvegesi, pari a circa 267 milioni di euro. Il pacchetto include munizioni per i caccia F-16, missili a guida laser impiegabili sia dall’aviazione sia dalle difese aeree terrestri, oltre a missili a lungo raggio. Le forniture saranno acquistate direttamente dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti attraverso il programma Foreign Military Sales. “Ci aspettiamo una consegna rapida: l’Ucraina dipende da queste armi per resistere agli attacchi russi”, ha dichiarato Støre.
Intanto, in Europa, l’Unione accelera verso un’intesa sull’utilizzo degli asset russi congelati, tema centrale alla vigilia del summit dei leader Ue. L’obiettivo è rafforzare il sostegno finanziario e militare a Kiev, ma la questione continua a dividere i Ventisette per le sue implicazioni politiche e giuridiche.

