Guerra in Medio Oriente, escalation tra Israele e Iran
La crisi tra Israele e Iran ha raggiunto un nuovo apice, con uno scambio diretto e devastante di attacchi missilistici tra i due Paesi che ha provocato almeno cinque morti in territorio israeliano e numerose vittime civili anche in Iran. La situazione si è ulteriormente aggravata nelle ultime ore, con dichiarazioni infuocate da entrambe le parti e una diplomazia internazionale che fatica a trovare spazio in uno scenario sempre più instabile. Secondo fonti militari, missili israeliani hanno centrato obiettivi strategici a Teheran, presumibilmente collegati all’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran). Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che “sono stati eliminati i vertici dell’intelligence iraniana”, definendo l’operazione “una svolta decisiva nella difesa del Paese”.
La risposta iraniana è stata immediata: razzi e droni hanno colpito Tel Aviv e Haifa, causando danni significativi e il panico tra la popolazione. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha promesso ritorsioni durissime: “Gli abitanti di Teheran pagheranno presto il prezzo degli attacchi contro civili israeliani”. Nonostante l’escalation, il presid ente iraniano Masoud Pezeshkian ha voluto ribadire che “l’Iran non sta cercando di dotarsi di armi nucleari”, rispondendo indirettamente ai timori espressi da Israele e dalle cancellerie occidentali. Tuttavia, il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Tzachi Hanegbi ha dichiarato alla radio militare che Teheran dispone ancora di “migliaia di missili balistici”, ben oltre le precedenti stime. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito l’opposizione dell’UE a qualsiasi programma nucleare iraniano e ha invocato “una soluzione negoziata urgente”, pur riconoscendo il diritto di Israele alla difesa.
L’ex presidente americano Donald Trump ha proposto un ruolo di mediazione per Vladimir Putin, idea che ha trovato poco consenso al vertice G7 in Canada. Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto con fermezza l’ipotesi, affermando che “la Russia, impegnata in un conflitto ad alta intensità in Ucraina, non può essere considerata un mediatore credibile”. Anche la premier italiana Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso scetticismo, pur lasciando aperti spiragli alla diplomazia multilaterale. Sul fronte interno, le autorità iraniane hanno arrestato altri due presunti agenti del Mossad a Teheran, portando a quattro il numero degli arrestati negli ultimi giorni. Durante le operazioni sono stati sequestrati oltre 200 kg di esplosivo e attrezzature per droni, un segnale dell’intensificarsi della guerra d’intelligence parallela al conflitto militare aperto.
La risposta iraniana è stata immediata: razzi e droni hanno colpito Tel Aviv e Haifa, causando danni significativi e il panico tra la popolazione. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha promesso ritorsioni durissime: “Gli abitanti di Teheran pagheranno presto il prezzo degli attacchi contro civili israeliani”. Nonostante l’escalation, il presid ente iraniano Masoud Pezeshkian ha voluto ribadire che “l’Iran non sta cercando di dotarsi di armi nucleari”, rispondendo indirettamente ai timori espressi da Israele e dalle cancellerie occidentali. Tuttavia, il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Tzachi Hanegbi ha dichiarato alla radio militare che Teheran dispone ancora di “migliaia di missili balistici”, ben oltre le precedenti stime. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito l’opposizione dell’UE a qualsiasi programma nucleare iraniano e ha invocato “una soluzione negoziata urgente”, pur riconoscendo il diritto di Israele alla difesa.
L’ex presidente americano Donald Trump ha proposto un ruolo di mediazione per Vladimir Putin, idea che ha trovato poco consenso al vertice G7 in Canada. Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto con fermezza l’ipotesi, affermando che “la Russia, impegnata in un conflitto ad alta intensità in Ucraina, non può essere considerata un mediatore credibile”. Anche la premier italiana Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso scetticismo, pur lasciando aperti spiragli alla diplomazia multilaterale. Sul fronte interno, le autorità iraniane hanno arrestato altri due presunti agenti del Mossad a Teheran, portando a quattro il numero degli arrestati negli ultimi giorni. Durante le operazioni sono stati sequestrati oltre 200 kg di esplosivo e attrezzature per droni, un segnale dell’intensificarsi della guerra d’intelligence parallela al conflitto militare aperto.

