Governo, Meloni torna dal vertice Nato e ritrova il nodo legge elettorale
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è rientrata in Italia dopo il vertice Nato di Ankara e si trova subito ad affrontare uno dei dossier più delicati per la maggioranza: la riforma della legge elettorale. Il tempo a disposizione è ormai limitato, con gli emendamenti che dovranno essere definiti entro lunedì per consentire l’approdo del testo in Aula. All’interno della coalizione di centrodestra restano aperte le divergenze, in particolare sul tema delle preferenze, che continua a dividere Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
Maggioranza al lavoro sulla riforma elettorale
Tra le novità della giornata c’è l’annuncio di un emendamento condiviso dai quattro partiti della maggioranza per estendere il voto ai cittadini fuori sede anche nelle elezioni politiche, nei referendum e nelle elezioni europee.
I promotori dell’iniziativa hanno definito la proposta “una vittoria”, ricordando che rappresenta il completamento delle sperimentazioni già avviate in occasione delle elezioni europee e dei referendum. Allo stesso tempo hanno lanciato una sfida alle opposizioni, chiedendo se sosterranno la misura oppure continueranno a ostacolare l’intera riforma della legge elettorale.
Resta però irrisolto il confronto interno sulla struttura complessiva della riforma, con il nodo delle preferenze che continua a rappresentare il principale elemento di frizione nella coalizione di governo.
Il campo largo alle prese con le polemiche
Anche il centrosinistra vive una fase di tensione dopo la manifestazione unitaria organizzata a Napoli da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra.
Al centro delle polemiche sono finite le dichiarazioni del leader del M5S Giuseppe Conte, che durante il suo intervento ha sostenuto che la “minaccia russa” sarebbe stata “costruita”. Le parole hanno provocato critiche soprattutto nell’area riformista del Pd, alimentando un nuovo confronto interno sulla politica estera dell’alleanza.
Conte ha successivamente chiarito il significato delle sue affermazioni, spiegando di riferirsi alle dichiarazioni del comandante supremo delle forze armate della Nato e ribadendo il proprio sostegno all’Ucraina.
Le reazioni nel centrosinistra
Nonostante le polemiche, i leader delle altre forze del campo largo hanno cercato di smorzare le tensioni.
Il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha difeso la manifestazione di Napoli, sostenendo che l’obiettivo fosse quello di presentare “l’architrave di un programma” comune per l’alternativa di governo. Fratoianni ha inoltre criticato la contestazione organizzata da Potere al Popolo, giudicandola un favore alla destra.
Sulla stessa linea Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, che ha escluso qualsiasi rischio di rottura tra Pd, M5S e Avs. Secondo Bonelli, chi parla di divisioni sottovaluta il peso elettorale delle forze coinvolte e interpreta in modo eccessivo le tensioni emerse dopo l’iniziativa napoletana.
Di diverso avviso Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha sostenuto che l’attuale configurazione del campo largo non sarebbe sufficiente per vincere le prossime elezioni, affermando che “Pd, M5S e Avs da soli perdono” e rilanciando la necessità di un centrosinistra più ampio, capace di coinvolgere l’elettorato riformista e moderato.
Tabacci lascia il gruppo Pd
Sul fronte parlamentare si registra anche il passaggio di Bruno Tabacci dal gruppo del Partito Democratico al Gruppo Misto della Camera.
In una lettera, il deputato ha spiegato la decisione sostenendo che sia necessario costruire uno spazio politico più largo e inclusivo, ribadendo che “la destra non si batte restringendo il campo, ma allargandolo”.
Gli altri temi della giornata
Nel frattempo, il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, Marco Lisei (Fratelli d’Italia), ha annunciato che Giuseppe Conte dovrebbe essere ascoltato il prossimo 4 agosto nell’ambito dell’indagine sul caso delle mascherine.
Sul piano politico, la nuova Supermedia dei sondaggi evidenzia un lieve arretramento del centrodestra, mentre cresce il movimento guidato da Roberto Vannacci, che supera il 6% dei consensi. Il centrosinistra resta sostanzialmente stabile, aumentando il vantaggio complessivo sugli avversari grazie soprattutto alle difficoltà interne della maggioranza.
La giornata politica conferma quindi un quadro caratterizzato da tensioni sia nel centrodestra sia nel campo largo. Da una parte il governo è chiamato a trovare un accordo sulla legge elettorale prima dell’approdo del testo in Parlamento; dall’altra le opposizioni cercano di preservare l’unità costruita a Napoli, pur tra differenze che continuano a emergere soprattutto sui temi della politica estera e dell’identità della futura coalizione.
Maggioranza al lavoro sulla riforma elettorale
Tra le novità della giornata c’è l’annuncio di un emendamento condiviso dai quattro partiti della maggioranza per estendere il voto ai cittadini fuori sede anche nelle elezioni politiche, nei referendum e nelle elezioni europee.
I promotori dell’iniziativa hanno definito la proposta “una vittoria”, ricordando che rappresenta il completamento delle sperimentazioni già avviate in occasione delle elezioni europee e dei referendum. Allo stesso tempo hanno lanciato una sfida alle opposizioni, chiedendo se sosterranno la misura oppure continueranno a ostacolare l’intera riforma della legge elettorale.
Resta però irrisolto il confronto interno sulla struttura complessiva della riforma, con il nodo delle preferenze che continua a rappresentare il principale elemento di frizione nella coalizione di governo.
Il campo largo alle prese con le polemiche
Anche il centrosinistra vive una fase di tensione dopo la manifestazione unitaria organizzata a Napoli da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra.
Al centro delle polemiche sono finite le dichiarazioni del leader del M5S Giuseppe Conte, che durante il suo intervento ha sostenuto che la “minaccia russa” sarebbe stata “costruita”. Le parole hanno provocato critiche soprattutto nell’area riformista del Pd, alimentando un nuovo confronto interno sulla politica estera dell’alleanza.
Conte ha successivamente chiarito il significato delle sue affermazioni, spiegando di riferirsi alle dichiarazioni del comandante supremo delle forze armate della Nato e ribadendo il proprio sostegno all’Ucraina.
Le reazioni nel centrosinistra
Nonostante le polemiche, i leader delle altre forze del campo largo hanno cercato di smorzare le tensioni.
Il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha difeso la manifestazione di Napoli, sostenendo che l’obiettivo fosse quello di presentare “l’architrave di un programma” comune per l’alternativa di governo. Fratoianni ha inoltre criticato la contestazione organizzata da Potere al Popolo, giudicandola un favore alla destra.
Sulla stessa linea Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, che ha escluso qualsiasi rischio di rottura tra Pd, M5S e Avs. Secondo Bonelli, chi parla di divisioni sottovaluta il peso elettorale delle forze coinvolte e interpreta in modo eccessivo le tensioni emerse dopo l’iniziativa napoletana.
Di diverso avviso Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha sostenuto che l’attuale configurazione del campo largo non sarebbe sufficiente per vincere le prossime elezioni, affermando che “Pd, M5S e Avs da soli perdono” e rilanciando la necessità di un centrosinistra più ampio, capace di coinvolgere l’elettorato riformista e moderato.
Tabacci lascia il gruppo Pd
Sul fronte parlamentare si registra anche il passaggio di Bruno Tabacci dal gruppo del Partito Democratico al Gruppo Misto della Camera.
In una lettera, il deputato ha spiegato la decisione sostenendo che sia necessario costruire uno spazio politico più largo e inclusivo, ribadendo che “la destra non si batte restringendo il campo, ma allargandolo”.
Gli altri temi della giornata
Nel frattempo, il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, Marco Lisei (Fratelli d’Italia), ha annunciato che Giuseppe Conte dovrebbe essere ascoltato il prossimo 4 agosto nell’ambito dell’indagine sul caso delle mascherine.
Sul piano politico, la nuova Supermedia dei sondaggi evidenzia un lieve arretramento del centrodestra, mentre cresce il movimento guidato da Roberto Vannacci, che supera il 6% dei consensi. Il centrosinistra resta sostanzialmente stabile, aumentando il vantaggio complessivo sugli avversari grazie soprattutto alle difficoltà interne della maggioranza.
La giornata politica conferma quindi un quadro caratterizzato da tensioni sia nel centrodestra sia nel campo largo. Da una parte il governo è chiamato a trovare un accordo sulla legge elettorale prima dell’approdo del testo in Parlamento; dall’altra le opposizioni cercano di preservare l’unità costruita a Napoli, pur tra differenze che continuano a emergere soprattutto sui temi della politica estera e dell’identità della futura coalizione.

