Giornata della cultura, i soldi ci sono
NAPOLI – “I soldi della cultura ci sono, c’e’ una grande riserva di oltre 150 miliardi di euro all’anno, ma si preferisce proteggere l’evasione fiscale”. E’ la provocazione lanciata dallo storico dell’arte, Salvatore Settis, nel suo intervento alle ‘Giornate per la cultura’, tre giorni organizzati dall’amministrazione comunale di Napoli per promuovere una riflessione e un dibattito pubblico sulla situazione della cultura. Dal nuovo governo, Settis invoca provvedimenti che “tutelino anche i diritti dei cittadini” e auspica che, anche in un momento di crisi, si “relativizzi l’economia nel nome della cultura”.
Il sindaco Luigi de Magistris punta l’attenzione sui ‘beni comuni’, perche’ “siamo a un passo dall’aggressione alla cultura’. Anche da me si sono presentati imprenditori che volevano risolvere i nostri problemi economici chiedendo di mettere in vendita alcuni dei gioielli del nostro patrimonio – spiega – ma nei momenti di crisi i soldi li hanno solo le mafie e i poteri forti”. Attenzione a ‘beni comuni’ e “fruizione popolare” che possono diventare “populismo”, avverte lo storico Paolo Macry, analizzando il rapporto tra politica e cultura nelle ultime tre stagioni vissute dalla citta’, partendo quella dei ‘100 fiori’, quando dalla fine degli anni ’70 ai primi anni ’90 “Napoli era vivace grazie alle iniziative private, mentre la politica restava sostanzialmente fuori”. Poi la stagione ‘Bassoliniana’, caratterizzata da un “forte interventismo e gigantismo, grazie anche alla grande disponibilita’ economica”. Oggi “le risorse sono prosciugate e a quel gigantismo si sostituisce il richiamo ai beni comuni, utilizzando le poche risorse soprattutto per i singoli eventi e confermando il vizietto della politica a non programmare i propri interventi”, in virtu’ del fatto che i cicli della politica sono piu’ brevi rispetto a quelli della cultura e non ci sarebbe un ritorno immediato.
