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Genova: uccide moglie, due vicini poi si suicida

GENOVA – Follia omicida a Genova nel quartiere di Molassana, con un bilancio di quattro morti. Un pensionato di 70 anni, ex muratore, ha prima ucciso in un bar due vicini, fratelli, Angelo e Loreto Cavarretta  poi a casa ha ammazzato la moglie, Antonina Scinta, sulla settantina, e infine ha rivolto l’arma contro di sè. Carlo Trabona, autore della strage, è però morto in ospedale come pure uno dei fratelli, sue vittime, che inizialmente era rimasto solo ferito.

L’uomo ha sparato in un bar di via Piacenza alcuni colpi di arma da fuoco colpendo i due fratelli: uno e’ morto sul colpo, l’altro più tardi in ospedale. Dopo la sparatoria l’uomo si e’ asseragliato in casa dove poi, braccato dalla polizia, si e’ sparato ad una tempia. Nell’appartamento e’ stato invece trovato il cadavere della moglie.

Sarebbe la gelosia unita a problemi psichici ad aver scatenato la furia omicida di Carlo Trabona, secondo il pm Vittorio Ranieri Miniati che si occupa delle indagini.

Carlo Trabona avrebbe avuto in passato problemi psichiatrici e nei giorni scorsi avrebbe confidato alla figlia di temere che la moglie lo tradisse col vicino di casa. Ma la convinzione dell’uomo viene ritenuta più una fantasia frutto della sua mente indebolita, piuttosto che una possibilità reale. Sono i primi tasselli che emergono, ma tutti ancora da confermare, sul possibile movente della sparatoria.

Uno dei due fratelli stamani aveva cercato scampo in un supermercato della zona. Secondo una sommaria ricostruzione, Trabona ed i due, stamattina si sono incontrati sotto i portici del bar ed hanno discusso. Trabona ha tirato fuori la pistola sparando alla testa di uno dei due rivolgendo poi l’arma verso il secondo. La pistola si sarebbe inceppata ed uno dei due è quindi riuscito a scappare all’interno di un supermercato, ma l’anziano lo ha seguito, colpendolo all’addome. Trabona è poi tornato a casa, poco distante, uccidendo la moglie sul pianerottolo e barricandosi all’interno dell’ abitazione. A questo punto ha chiesto di parlare con un funzionario di polizia per spiegare i motivi del gesto e dopo mezz’ora si è sparato. Carlo Trabona ed i due fratelli colpiti con vari colpi di arma da fuoco, si conoscevano da molti anni. Oltre ad essere dirimpettai, erano infatti tutti originari di Vallelunga (Caltanissetta).

“Eravamo sotto tiro, era una situazione pericolosa e quello che ci premeva era risolverla. L’uomo era in forte stato di agitazione, armato sul ballatoio, in preda alla follia, e non ha parlato più di tanto. Ora ci concentreremo per capire i motivi che hanno scatenato tutto questo”: a parlare è Alessandra Bucci, neovicedirigente della squadra mobile di Genova e responsabile della omicidi, che stamani è intervenuta in via Piacenza per cercare di convincere Carlo Trabona a consegnarsi alla polizia. (Ansa)

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