Finmeccanica, Scajola: “Io vittima di fuoco amico”

ROMA – ”Certamente il clima rende, giustamente, tutti piu’ sospettosi e pronti a condannare prima di capire. In questo momento girano anche molti veleni e negli anni ho constatato come tanti veleni provengano da fuoco amico. Non credo a regie, ma un insieme di casualita’ dove qualcuno, se puo’, da’ una spinta”. Lo dice al Messaggero Claudio Scajola, indagato nel filone dell’inchiesta della procura di Napoli sulle forniture Finmeccanica in Brasile. ”Ieri – aggiunge – ho visto con piacere che Fitto e’ stato assolto dalla sua imputazione dopo aver tribolato per tre anni. Questo mi fa piacere per lui e per noi, ma non tutti all’interno del nostro partito sono abituati a ragionare con serenita’. Sta prevalendo la tesi ‘e uno in meno e via. E domani un altro, e via’. Mi sembra l’affermarsi della legge della giungla”. Intervistato anche da Repubblica e dal Giornale, l’ex ministro sottolinea di credere ancora nella giustizia, afferma di aver incontrato ”tre volte” il ministro brasiliano della Difesa, Nelson Jobim, e che ”in due occasioni c’era anche il presidente Lula”. ”Mai incrociato” invece Valter Lavitola ”in missioni internazionali”, mentre ha ‘sponsorizzato’ tutte le imprese italiane. ”E’ stato il mio lavoro per due mandati – spiega al quotidiano diretto da Ezio Mauro -, ne sono orgoglioso. L’export e’ quello che tiene in piedi la nostra industria. Dobbiamo tutelare e promuovere le nostre eccellenze, soprattutto all’estero. Il Brasile e’ un paese in crescita, la concorrenza di Usa e Germania era fortissima”. ”Per quanto mi riguarda, tutto si e’ svolto regolarmente. Ho spinto perche’ vincesse un’azienda italiana, alla luce del sole”.
