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Film Commission, un database per gli operatori dell’audiovisivo

 

NAPOLI (di Cristina Cipriani) – “ Italia Film Commission”.  Un’organizzazione in cui ci sono 18 Film Commission regionali (alcune regioni ne hanno anche due, come la regione Lazio), che in generale sono state create per essere il principale intermediario per coloro che vogliono produrre progetti audiovisivi legati al cinema, alla televisione o alla pubblicità.

Infatti, le Film Commission sono degli organismi o società non-profit istituite da enti pubblici (regioni, provincie e comuni) e da cui dipende la loro sopravvivenza.  Le loro attività mirano a garantire a produttori italiani e stranieri un’assistenza logistica per l’ottenimento di permessi, come l’occupazione del suolo pubblico e in alcuni casi a erogare dei piccoli finanziamenti pubblici, come per le opere prime.

La Film Commission Regione Campania nasce nel 2004, ma è operativa dal 2005, sostenendo la Campania come luogo ideale per la produzione di film, serie televisive, spot pubblicitari e diversi prodotti audiovisivi, con lo scopo di mettere in risalto l’eccezionale qualità di location e di professionalità artistiche e imprenditoriali campane.

In particolare, quest’ultimo punto riguardo alle professionalità artistiche e imprenditoriali, la Film Commission Regione Campania ha creato un data base, in cui confluiscono i dati di chi desidera far parte del Production Guide della Campania.

Questo data base dovrebbe essere un efficace strumento di tramite tra chi opera nel settore dell’audiovisivo e chi, decidendo di produrre un film in Campania, vuole anche utilizzare risorse umane della nostra regione.

Un’altra importante attività della Film Commission è di essere il tramite tra produttore e finanziatore pubblico. Tuttavia, visitando il sito internet della Film Commission, ci si rende subito conto che è molto difficile appoggiarsi a una società per ottenere finanziamenti pubblici, non tanto per la qualità professionale dell’associazione, quanto per l’assenza dal 2008 di nuovi bandi pubblici, lasciando solo ai telegiornali la possibilità di raccontarci Napoli e l’intera regione.

Tornando alle parole di De Magistris, mi sento di poter dire che un punto di partenza per la rinascita di Napoli potrebbero essere proprio quei finanziamenti pubblici a opere audiovisive, culturali in generale, così da portare la nostra città a un’età dell’oro moderna.

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