Fiat Pomigliano, Cgil: divisione fallimentare, investimenti sempre in dubbio

ROMA – ”Cio’ che davvero colpisce e’ l’atteggiamento di Fiat che per l’ennesima volta, ora di fronte ad una sentenza della magistratura, coglie l’occasione per rimettere in discussione gli investimenti”. Lo afferma all’ANSA il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, all’indomani della sentenza del Tribunale di Torino ed alla luce di un possibile congelamento del piano di investimenti del Lingotto in Italia.
”La cosa piu’ importante della sentenza e’ che il modello della divisione ha fallito e che viene restituita ai lavoratori la possibilita’ di decidere a quale sindacato appartenere”. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, commenta cosi’ all’ANSA, la sentenza del tribunale di Torino sul ricorso della Fiom-Cgil contro la Fiat. ”Questo dovrebbe indurre tutti i firmatari dell’accordo separato a riflettere sul fatto che le strade che portano a separazioni ed esclusioni non funzionano”, aggiunge il segretario generale della Cgil. ”Ed e’ proprio per questa ragione – conclude – che e’ importante che ci siano regole condivise come quelle contenute nell’ipotesi di accordo del 28 giugno scorso firmato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria”.
POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI) – C’é confusione tra gli operai del Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco, sull’interpretazione della sentenza di ieri emessa dal Tribunale di Torino sul ricorso presentato dalla Fiom contro la newco. Se da un lato, infatti, in tanti sostengono che il sindacato metalmeccanici della Cgil ha “perso” il ricorso, molti altri si chiedono a quali condizioni la Fiat consentirà la rappresentanza sindacale in fabbrica della Fiom. Molti lavoratori, ieri sera, sono rimasti inchiodati davanti ai telegiornali per poter conoscere la sentenza del giudice del lavoro Vincenzo Ciocchetti, e stamattina si sono incontrati nei vari comuni di residenza all’uscita di chiese, o davanti ai bar frequentati di solito per potersi confrontare e commentare. “Se l’accordo è valido – spiega Antonio, in lastrosaldatura da oltre dieci anni – allora la Fiom deve firmare per poter nominare una propria rsa”. “Ma a quanto abbiamo sentito – gli fa eco Giovanni, del reparto montaggio – il giudice ha detto che é antisindacale tenere fuori la Fiom, e quindi rientrerà nonostante non abbia firmato, come avvenuto per gli altri accordi passati”. La discussione, quindi, non scioglie i dubbi legati alla esigibilità sancita dalla costituzione della newco, con la Fiom, da un lato, che sostiene di dover essere rappresentata in fabbrica nonostante l’accordo, e Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che, invece, sostengono che adesso il sindacato metalmeccanici della Cgil dovrà siglare lo stesso. “Ma se la Fiom dovesse entrare senza firmare – aggiunge Domenico – non sarà sanzionabile come chi invece ha firmato. In effetti entrano senza assumersi alcuna responsabilità, mentre gli altri subiranno le conseguenze”.
LANDINI,DENTRO MA NON SOTTOSCRIVIAMO ACCORDO POMIGLIANO – Il Tribunale di Torino ha ritenuto legittimi gli accordi di Pomigliano “ma questo non comporta né la necessità della Fiom di sottoscriverli, cosa che non faremo, né impedisce ai singoli lavoratori, che lo vorranno fare, di intentare cause individuali per ottenere la piena tutela dei propri diritti”. Così il leader della Fiom, Maurizio Landini, dopo la sentenza sul ricorso. Landini sottolinea che è “fallito il tentativo della Fiat, attraverso le newco e gli accordi separati, di tenere la Fiom, i suoi delegati ed i suoi iscritti fuori dalle sue fabbriche”. Il Tribunale ha “condannato la Fiat per comportamento antisindacale e gli ha ordinato di riconoscere alla Fiom-Cgil tutta la disciplina prevista dallo Statuto dei Lavoratori. Si ripristina così – evidenzia – la libertà sindacale e il diritto di chi lavora di scegliere il proprio sindacato”. Sulla possibilità di intentare cause individuali, Landini assicura, inoltre, che “la Fiom-Cgil darà tutto il sostegno necessario”. E parla di “una buona notizia per le lavoratrici e i lavoratori della Fiat”.
ACCORDO LEGITTIMO, RESPINTO RICORSO
di Barbara Marchegiani
A tre mesi dal ricorso promosso dalla Fiom-Cgil contro Fabbrica Italia Pomigliano, la newco costituita dalla Fiat e nata fuori da Confindustria con un contratto ad hoc, arriva la sentenza del tribunale di Torino. Il giudice del lavoro Vincenzo Ciocchetti, al termine della seconda udienza e dopo sei ore di Camera di Consiglio, ha riconosciuto la legittimità del contratto collettivo di primo livello del 29 dicembre 2010 ed il contratto collettivo di secondo livello (integrativo) del 17 febbraio 2011. Ma Ciocchetti ha anche dichiarato il “comportamento antisindacale” della Fiat perché ha determinato, “quale effetto conseguente, l’estromissione della Fiom-Cgil” dal sito di Pomigliano d’Arco. Uno dei punti al centro del ricorso della Fiom. “La Fiat è stata condannata per comportamento antisindacale e questo è un fatto significativo”, commenta il leader dei metalmeccanici della Cgil, Maurizio Landini. Su questa parte l’azienda presenterà ricorso.
“La sentenza ci soddisfa a metà”, è stato infatti il primo commento dei legali del Lingotto. “Riteniamo necessario procedere ad un accurato esame del provvedimento per valutare l’impatto della decisione del giudice sulla praticabilità del piano di investimento annunciato”, aggiunge poco dopo un portavoce della Fiat. Il cosiddetto contratto di Pomigliano, sottoscritto il 29 dicembre 2010 da Fiat e sindacati dei metalmeccanici (Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Uglm, senza la Fiom), che è sostitutivo del contratto nazionale dei metalmeccanici, stabilisce tra l’altro il ritorno alle Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali) che possono essere costituite solo dalle organizzazioni sindacali firmatarie. Di fatto, quindi, lasciando fuori la Fiom.
Parla di un riconoscimento “importante” rispetto alla legittimità dell’accordo di Pomigliano il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che quindi invita la Fiom a “riflettere sulla strategia dell’autoisolamento e prendere la via della collaborazione con le altre organizzazioni sindacali e con la stessa Fiat nel nome degli investimenti e dell’occupazione”. Quanto all’aspetto della rappresentanza, a suo parere, “dovrebbe soccorrere il recente accordo interconfederale” raggiunto unitariamente da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, considera la sentenza una “vittoria” sindacale oltre che giudiziaria. “Da oggi la Fiom, al contrario di ieri, non ha alcun alibi, visto che ha l’opportunità di rientrare nel gioco democratico ma dovrà rispettare gioco forza la volontà dei lavoratori e degli altri sindacati, assumendosi le proprie responsabilità sugli accordi che a maggioranza si faranno come pattuito dall’accordo interconfederale” sull’efficacia dei contratti e la rappresentanza, appunto. A Pomigliano (circa 5 mila dipendenti ed un investimento di 700 milioni) è prevista la produzione della nuova Panda, “un prodotto vincente”, come hanno sottolineato i legali della Fiat durante il dibattimento, ma che richiede “garanzie”. (Ansa)
