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Fiat, l’accordo separato divide il paese

TORINO (di Giuliano Pennacchio) – Si avvicina la data del referendum a Mirafiori del 13 e 14 gennaio, sull’accordo separato che FIAT ha imposto a Mirafiori e Pomigliano, con il consenso di Fim, Uilm, Fismic, Ugl, ed escludendo la FIOM, il sindacato dei metalmeccanici della CGIL.

Si intensificano le iniziative sindacali a Torino. La FIOM, ha organizzato oggi alle 17.30 una fiaccolata lungo via Garibaldi a cui parteciperanno il segretario generale, Maurizio Landini, Paolo Flores D’Arcais, direttore della rivista ‘Micromega’, che ha lanciato l’appello pro-FIOM, che ha raccolto circa 50 mila firme finora, tra cui quelle dello scrittore Andrea Camilleri e della scienziata Margherita Hack. Usb e Cobas invitano a votare no e oggi hanno presentato il proprio ”Comitato per il No’‘.

Nel merito, ritornando all’accordo, i contenuti dell’intesa imposta dalla FIAT comportano conseguenze sono molto pesanti. Si parte dal cancellare il contratto nazionale, a tagliare le pause, al fatto che gli straordinari saranno comandati senza contrattazione, fino al limite che l’azienda rifiuterà di pagare i giorni di malattia a suo carico.

La nuova ‘Filosofiat’ mette in discussione il diritto di sciopero, stabilendo che chi viola le clausole dell’accordo è passibile d’infrazione disciplinare e quindi di licenziamento. Allo stesso tempo si elimina la possibilità per le lavoratrici ed i lavoratori di poter eleggere i propri rappresentanti sindacali e si stabilisce che solo le organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l’ accordo separato,possano eleggere i propri rappresentanti in fabbrica.

La segretaria generale della CGIL Susanna Camusso oggi ha affermato che l‘ad del Lingotto, Sergio Marchionne, «insulta ogni giorno il Paese», nella relazione introduttiva all’assemblea nazionale delle Camere del lavoro, accusando la Fiat di non rendere noti i dettagli del piano ‘Fabbrica Italia. «Se Fiat può tenere nascosto il piano – ha aggiunto – è anche perchè c’è un governo che non fa il suo lavoro ma è tifoso e promotore della riduzione dei diritti». La Cgil invita a votare no al referendum sullo stabilimento Fiat di Mirafiori.

La FIOM-CGIL, ha proclamato per il 28 gennaio 2011, uno sciopero generale della categoria. Ad oggi, da registrare anche il sostegno di alcuni sindacati di base e delle forze della sinistra (Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà e IdV). In tutte le regioni vi saranno manifestazioni regionali e cortei.

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