Festival della mente
Napoli- (di Bonaventura Franchino) A Sarzana (SP), dal 31 agosto al 2 settembre, si terrà il festival della mente cui interverranno molti esponenti della cultura, intesa nelle sue varie forme di espressione.
Il primo intervento sarà tenuto da Gustavo Zagrebelski, già presidente della Corte Costituzionale, noto a chi ha a cuore i temi della giustizia e della libertà; interverrà su argomento dal titolo “diritto alla cultura, responsabilità del sapere “.
Mai come in questo frangente il tema assume una valenza fondamentale atteso l’indirizzo politico seguito dal’ attuale governo che è di assoluta continuità con quelli precedenti.
Temi quali l’istruzione e la cultura dovrebbero assurgere a ruolo trainante del mondo in quanto unico mezzo idoneo a dare risposte concrete sotto tutti i profili ivi incuso quello economico.
Ciononostante , anche l’attuale governo non ha inteso dare evidenti segnali di disco0ntinuitàcon quelli precedenti, provvedendo ad operare notevoli tagli ai già risicati fondi a disposizione della cultura.
A testimoniare il grave stato in cui versa l’istruzione e la scuola in generale in Italia, vi è la pubblicazione di una classifica mondiale sulle 500 migliori università, fatta dalla Università Jiao Tong di Shanghai ; tra le prime 100 non vi è alcuna università italiana mentre compaiono, in ordine decrescente, il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, la Francia la Svezia, Danimarca e Olanda.
In italia, pur dovendo rilevare l’esistenza di centri universitari di eccellenza, si deve evidenziare come sia diffuso il degrado in cui versa il sistema dell’istruzione .
Il continuo ricorso a politiche di rigore e quindi la costante sottrazione di fondi alla istruzione, determina un grave acuirsi delle diseguaglianze determinando così incredibili fratture fra strati sociali; nei fatti a gran parte dei cittadini viene negato il diritto alla istruzione ;di converso, una oculata politica in tal senso avrebbe il dovere di eliminare le diseguaglianze nascenti dalla globalizzazione e dal capitalismo finanziario, garantendo una parità dell’istruzione a tutti i cittadini.
Nei fatti, garantire in modo paritario, il diritto all’istruzione a tutti cittadini, è l’unico presupposto idoneo ad attuare una sostanziale giustizia sociale in quanto ad ogni cittadino viene conferita la possibiità di partecipare alla vita politica.
L’attuale stato di tagli alla cultura rappresenta un grave condizionamento cui saranno assoggettate tutte le generazioni future; consapevoli di tali gravi limiti, i cittadini più facoltosi, saranno sempre di più spinti a migrare verso università straniere.
Con ciò oltre a determinarsi ingiustificabili divaricazioni sociali, si produrranno danni gravi in tema disoccupazione giovanile cui seguirà l‘inevitabile depauperamento del nostro patrimonio culturale e sociale.
Se poi a tutto ciò si accompagnano scandali culturali e a la loro riduzione a problemi di natura prettamente economica o di bilancio, il quadro diviene addirittura catastrofico.
Ancora, ad accelerare il prospettato degrado si sommano sempre più frequenti vicende quali quella della biblioteca dei Girolamini di Napoli o lo scempio che si sta perpetrando a Venezia ( progetto di modifica del canal grande ); tali episodi, colti con puntualità dagli altri paesi ( cfr Herald Tribune del9.08) contribuiscono in modo mirabile nell’opera di demolizione dell’immagine costruita dal nostro paese nel corso dei secoli
Nella convinzione della importanza dell’istruzione e della cultura anche in ambiti economici, un nutrito gruppo di intellettuali, facendo proprio il problema, nel febbraio 2012,ha sottoscritto il “manifesto della cultura”; con ciò, consapevole che la cultura e l’istruzione possono rappresentare una grande spinta in temi di occupazione ed economica, ha invitato tutti coloro che ne avvertono l‘esigenza a sottoscrivere il programma adoperandosi per la sua realizzazione.
Da allora, gli interventi e le adesioni si susseguono in modo incoraggiante.
Difatti, possiamo rilevare che si sta costruendo una Italia trasversale che, valicando schieramenti politici e/o economici, ha in animo di dare concretezza alla idea di uguaglianza nelle opportunità culturali ben consapevole della forza insita nella istruzione e nella cultura. Forza economica e culturale capace di incidere sensibilmente sull’assetto economico e sociale dando così una svolta determinante alla nostra società.
