Femminicidio di Giulia Tramontano, Impagnatiello: «L’ho uccisa io»
Oggi si è svolta l’udienza contro Alessandro Impagnatiello, il barman trentenne accusato dell’omicidio della compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi del piccolo Thiago. Il caso ha scioccato l’Italia, con dettagli agghiaccianti che continuano a emergere durante il processo. La Corte d’Assise di Milano, presieduta dalla giudice, ha deciso di interrompere l’udienza e rinviarla al 10 giugno, quando saranno sentiti i consulenti delle parti.
I dettagli del caso
Giulia Tramontano, 29 anni, è stata brutalmente assassinata a Senago (Milano) con 37 coltellate. Prima dell’omicidio, Impagnatiello le avrebbe somministrato veleno per topi per mesi, come dimostrato dalle ricerche effettuate su Internet nei mesi precedenti il femminicidio. Dopo aver commesso il delitto, l’accusato ha cercato su Internet i risultati della partita “Atalanta-Inter”, un dettaglio che evidenzia la freddezza con cui avrebbe agito.
Durante la testimonianza, Impagnatiello ha dichiarato di voler raccontare “la vera verità”, descrivendo la dinamica dell’omicidio e i motivi che l’hanno spinto a compiere un gesto così efferato.
Le parole della madre di Giulia Tramontano
Loredana Fimiano, madre di Giulia, ha chiesto che si parlasse della figlia e della sua vita: “Oggi è il giorno di Giulia, parlate solo di Giulia, dite chi era Giulia”. Un appello commovente che pone l’accento sulla vittima e sulla necessità di ricordare la sua umanità e la sua storia.
La testimonianza di Alessandro Impagnatiello
Impagnatiello, durante l’interrogatorio condotto dalla sua avvocata Giulia Geradini, ha raccontato il suo percorso lavorativo all’Armani bar di Milano. Dal 2017, ha costruito una carriera di successo, resistendo anche al difficile periodo del Covid-19. Ha descritto il suo rapporto con i colleghi e le promozioni ricevute, evidenziando il suo impegno e la stima guadagnata.
Riguardo alla relazione con A., una collega con cui ha avuto una relazione parallela, Impagnatiello ha spiegato come questa relazione si sia sviluppata rapidamente e abbia contribuito a creare una tensione nella sua vita personale. Nonostante i suoi tentativi di allontanarsi, ha descritto A. come una presenza irresistibile che continuava a tornare da lui.
Sulla gravidanza di Giulia Tramontano, Impagnatiello ha mostrato un atteggiamento ambivalente. Da una parte, desiderava formare una famiglia con Giulia; dall’altra, era preoccupato per le implicazioni economiche e lavorative. Aveva chiesto a Giulia di “aspettare un anno” prima di avere il bambino, sperando di ottenere una promozione che gli avrebbe permesso di essere più presente a casa.
La famiglia e le difficoltà
Impagnatiello ha parlato del supporto della sua famiglia, descrivendo l’entusiasmo dei suoi cari per la nascita del bambino. Tuttavia, la compagna di suo fratello lo aveva messo in guardia, suggerendo che i problemi non si sarebbero risolti facilmente. Nonostante ciò, la felicità della sua famiglia lo aveva convinto a festeggiare con loro.
In conclusione, Impagnatiello ha riflettuto sulla sua personalità, descrivendosi come una persona che “doveva solo apparire” e come questo abbia influenzato il suo carattere e le sue scelte.
Prossimi sviluppi
L’udienza riprenderà il 10 giugno, quando saranno sentiti i consulenti delle parti. La testimonianza di Alessandro Impagnatiello e gli ulteriori dettagli del caso saranno fondamentali per comprendere pienamente le dinamiche che hanno portato alla tragica morte di Giulia Tramontano e del piccolo Thiago.
Nel frattempo, l’Italia attende giustizia per Giulia e il suo bambino, ricordando una giovane vita spezzata in modo così crudele.
I dettagli del caso
Giulia Tramontano, 29 anni, è stata brutalmente assassinata a Senago (Milano) con 37 coltellate. Prima dell’omicidio, Impagnatiello le avrebbe somministrato veleno per topi per mesi, come dimostrato dalle ricerche effettuate su Internet nei mesi precedenti il femminicidio. Dopo aver commesso il delitto, l’accusato ha cercato su Internet i risultati della partita “Atalanta-Inter”, un dettaglio che evidenzia la freddezza con cui avrebbe agito.
Durante la testimonianza, Impagnatiello ha dichiarato di voler raccontare “la vera verità”, descrivendo la dinamica dell’omicidio e i motivi che l’hanno spinto a compiere un gesto così efferato.
Le parole della madre di Giulia Tramontano
Loredana Fimiano, madre di Giulia, ha chiesto che si parlasse della figlia e della sua vita: “Oggi è il giorno di Giulia, parlate solo di Giulia, dite chi era Giulia”. Un appello commovente che pone l’accento sulla vittima e sulla necessità di ricordare la sua umanità e la sua storia.
La testimonianza di Alessandro Impagnatiello
Impagnatiello, durante l’interrogatorio condotto dalla sua avvocata Giulia Geradini, ha raccontato il suo percorso lavorativo all’Armani bar di Milano. Dal 2017, ha costruito una carriera di successo, resistendo anche al difficile periodo del Covid-19. Ha descritto il suo rapporto con i colleghi e le promozioni ricevute, evidenziando il suo impegno e la stima guadagnata.
Riguardo alla relazione con A., una collega con cui ha avuto una relazione parallela, Impagnatiello ha spiegato come questa relazione si sia sviluppata rapidamente e abbia contribuito a creare una tensione nella sua vita personale. Nonostante i suoi tentativi di allontanarsi, ha descritto A. come una presenza irresistibile che continuava a tornare da lui.
Sulla gravidanza di Giulia Tramontano, Impagnatiello ha mostrato un atteggiamento ambivalente. Da una parte, desiderava formare una famiglia con Giulia; dall’altra, era preoccupato per le implicazioni economiche e lavorative. Aveva chiesto a Giulia di “aspettare un anno” prima di avere il bambino, sperando di ottenere una promozione che gli avrebbe permesso di essere più presente a casa.
La famiglia e le difficoltà
Impagnatiello ha parlato del supporto della sua famiglia, descrivendo l’entusiasmo dei suoi cari per la nascita del bambino. Tuttavia, la compagna di suo fratello lo aveva messo in guardia, suggerendo che i problemi non si sarebbero risolti facilmente. Nonostante ciò, la felicità della sua famiglia lo aveva convinto a festeggiare con loro.
In conclusione, Impagnatiello ha riflettuto sulla sua personalità, descrivendosi come una persona che “doveva solo apparire” e come questo abbia influenzato il suo carattere e le sue scelte.
Prossimi sviluppi
L’udienza riprenderà il 10 giugno, quando saranno sentiti i consulenti delle parti. La testimonianza di Alessandro Impagnatiello e gli ulteriori dettagli del caso saranno fondamentali per comprendere pienamente le dinamiche che hanno portato alla tragica morte di Giulia Tramontano e del piccolo Thiago.
Nel frattempo, l’Italia attende giustizia per Giulia e il suo bambino, ricordando una giovane vita spezzata in modo così crudele.

