Elogio della pasta frolla
NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – La pasta frolla ovvero il trionfo della semplicità. Già, perché, tra le paste base, è tra le più semplici da realizzare ed è indubbiamente tra le più eclettiche. Non me ne voglia qualche biologo, che spero legga i miei articoli, se, parafrasando una storica definizione della vita del premio nobel J. Watson, definisco la pasta frolla “chimica sopraffina”. Ogni volta, infatti, che la preparo, mi compiaccio di come una semplicissima miscela di farina, burro, uova e zucchero possa dare vita al miracolo di biscottini friabili e profumati. Elogio dunque della pasta frolla e quindi prepariamola.
Fate ammorbidire 250g di burro, lavoratelo poi velocemente con 440g di farina, un uovo, 140g di zucchero ed una bustina di vanillina. La pasta frolla non va assolutamente lavorata a lungo e deve essere preparata almeno qualche ora prima dell’utilizzo. E’ perfetta per essere congelata anche un mese. Se mentre la preparate vi sembrerà che gli ingredienti non si amalgamino bene, non vi scoraggiate ricorrendo ad un inutile e controproducente goccio di latte; date fiducia al burro, che sciogliendosi farà ciò che Garibaldi ha fatto per l’Italia: la unirà! Una volta pronta possiamo accontentarci di fare semplici ma squisiti biscottini, dando le forme che desideriamo con le mani o con le formine (raccomando di far partecipare i bambini a questa preparazione), oppure usarla come guscio dei classici rusticini napoletani (ricotta, salame e scamorza) che possono addirittura essere congelati già cotti (per una settimana) e semplicemente riscaldati al momento.
Profumi, profumi e ancora profumi nelle nostre cucine, per il piacere di cucinare in fretta e lentamente assaporare sapori semplici e familiari. Alla prossima con LA MERINGA. Buon appetito!
