Notizie dall'Italia e dal mondo

spettacolo

È morto Antonio Skármeta, autore de «Il Postino di Neruda». Cordoglio da San Giorgio a Cremano

Antonio Skármeta Vrancic, lo scrittore cileno noto per aver ispirato il celebre film *Il Postino* con Massimo Troisi, si è spento all’età di 82 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Università del Cile, lasciando un vuoto profondo nel mondo della letteratura e del cinema internazionale. Il suo romanzo *Ardente pazienza* (1985), che fu poi adattato come *Il Postino*, è stato tradotto in oltre venti lingue e rimane una delle opere più amate e riconosciute della narrativa contemporanea.

La sua morte ha scosso profondamente non solo il Cile, ma anche l’Italia, in particolare la città di San Giorgio a Cremano, città natale di Massimo Troisi, l’indimenticabile attore e regista che morì pochi giorni dopo la fine delle riprese del film. Il sindaco Giorgio Zinno ha espresso il cordoglio della città in una nota: “Cari concittadini, anche San Giorgio a Cremano piange la morte dello scrittore cileno Antonio Skármeta, autore di *Ardente pazienza*. Massimo Troisi se ne innamorò, ispirandosi per realizzare il suo film più famoso, *Il Postino*. Skármeta era una persona schietta, vivace e di enorme cultura. Lo ricordiamo con gratitudine ed affetto”.

Skármeta non nascose mai il suo affetto per Troisi, che definì “un angelo” in un’intervista di pochi anni fa: “Penso sempre a Massimo Troisi. Mi manca molto. Ma so che mi è vicino. Massimo realizzò un’opera incredibile, mai avevo visto tanta anima, grazia e originalità nel girare un film, nonostante stesse molto male. Fu il suo miracolo”. Queste parole testimoniano il profondo legame tra i due artisti, nato durante la preparazione del film. Nel 1993, poco prima dell’inizio delle riprese, Skármeta visitò Troisi nella sua casa a Roma per discutere della sceneggiatura e dello sviluppo del personaggio di Mario Ruoppolo, il postino protagonista. Fu anche coinvolto in una delicata richiesta del produttore Mario Cecchi Gori, che desiderava un finale diverso per poter dare vita a un sequel, ma sia Skármeta che Troisi si opposero fermamente, riconoscendo la forza narrativa della morte del protagonista. “La morte è una grande forma d’arte”, affermò Skármeta.

Oltre alla collaborazione sul film, Skármeta ebbe occasione di visitare San Giorgio a Cremano, rendendo omaggio alla tomba di Troisi e cementando così un legame che va oltre la semplice collaborazione artistica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.