“Dove finisce Roma”, la guerra vista con gli occhi di una bambina
NAPOLI (di Federica Bertocco) – La Resistenza è un periodo quasi mitico da celebrare, ricordare, studiare. Paola Soriga, però, è partita da un presupposto diverso: raccontare il passato per capire il presente. Sulla scia del fratello Flavio, vincitore del premio Calvino giovani nel 200, “Dove finisce Roma”(Einaudi Editore) è il suo romanzo d’esordio con un obiettivo che incuriosisce: narrare la storia di Ida, una ragazzina sarda, trasferitasi a Roma per aiutare la sorella appena sposata e che si trova a fare da staffetta partigiana così, quasi per caso. Un racconto di guerra e amore attraverso gli occhi di una bambina e protagonista a suo malgrado di una storia più grande di lei. Durante la conferenza di presentazione a Sassari l’autrice ha confessato: “Ero partita dai luoghi, volevo raccontare qualcosa che inizialmente era anche sottoforma di poesia, qualcosa che fosse legato a dei quartieri di Roma che sono poi rientrati nel Romanzo, i quartieri periferici tra la via Prenestina e la via Casilina. Poi ad un certo punto è arrivata questa ragazzina con la sua storia e mi ha completamente coinvolta”. La partigiana Ida nel racconto ha una chiarissima immagine, quasi nitida da poterla vedere tra i calcinacci delle strade bombardate e polverose. Alla domanda “Ma chi è Ida oggi?”, l’autrice ha risposto: “se devo pensare ad una forma di resistenza, in generale sono le donne”. Un libro bello, poetico, gentile, scritto da una giovane donna venuta molto dopo le esperienze della Resistenza, di cui sembra parlare come una vera testimone.

