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Decreto anticrisi, penalizzati gli enti locali

ROMA (di Giuliano Pennacchio) – Il recente decreto, emanato il 13 agosto scorso, dal governo Berlusconi, in tema di contrasto alla crisi finanziaria contiene misure che penalizzano le attività di quelle istituzioni più prossime ai problemi dei cittadini; in particolare si abbattono contro i piccoli comuni e le province con meno di trecentomila abitanti. I costi della politica, invece, quelli riguardanti i compensi dei parlamentari, i benefit dei consiglieri regionali non sono stati intaccati; le incompatibilità, con lavori svolti in contemporanea da parlamentari non saranno più tollerate ma solo dalla prossima legislatura.

Ritornando a quello che il decreto del governo prevede per Province e Comuni, si stabilisce che gli enti provinciali che al censimento generale del 2011 non superino i 300.000 abitanti o cui la superficie sia inferiore a 3000 chilometri quadrati saranno soppressi, ( in Campania scomparirebbe la provincia di Benevento). Le competenze provinciali verrebbero trasferite alle Regioni. La cancellazione delle provincie determinerebbe la scomparsa delle prefetture presenti nel territorio delle provincie cancellate.

Per quanto riguarda i Comuni, il decreto governativo stabilisce che gli enti locali con una popolazione inferiore a 1000 abitanti dovranno essere soppressi, a decorrere dalla prima elezione comunale dopo la data di approvazione della misura governativa. Tutte le funzioni amministrative di governo locale verrebbero svolte, in forma associata con altri Comuni con popolazione pari a 1000 abitanti,attraverso la nascita di un’unione municipale. E’ previsto che l’unione municipale, nata dall’accorpamento di più Comuni, non debba avere meno di 5.000 abitanti. Gli organi amministrativi dell’unione municipale saranno: l’assemblea municipale, il presidente dell’unione municipale e la giunta municipale. L’assemblea municipale eleggerà il Presidente dell’unione municipale che eserciterà le vecchie competenze del sindaco. Il provvedimento riguarda 1500 piccoli Comuni in tutto il Paese. Sempre in tema di enti territoriali, il decreto riduce di 6 miliardi di trasferimenti nel 2012 e di 3,5 nel 2013.


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