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Cronaca

Crollo del cimitero di Poggioreale: parenti dei defunti scavano da soli per recuperare i resti

Tre anni di immobilismo istituzionale e sofferenza sono culminati in un gesto disperato e simbolico. Nella giornata di ieri, 5 gennaio, circa cinquanta persone, tra cui membri del “Comitato Crollo 5 gennaio 2022”, hanno deciso di prendere in mano la situazione, entrando nella zona interdetta del cimitero di Poggioreale a Napoli per cercare i resti dei loro cari con vanghe e picconi. «Non è semplice pensare di cercare delle ossa – dicono alcuni membri del comitato – e trovarle davvero. la dottori e san Gioacchino sono crollati il 5 gennaio 2022. è una questione di dignità restituire fino all’ultimo osso ai parenti dei defunti. Sono state recuperate seimila ossa di cui il 70% identificati. rimangono ancora 300. Per alcuni sono semplici ossa, – aggiungono ad unisono i membri del comitato – per noi sono i nostri cari, sono la nostra storia». L’azione è stata un atto di esasperazione verso le istituzioni, incapaci di completare le operazioni di recupero delle salme rimaste sepolte nel crollo avvenuto esattamente tre anni fa. In quell’occasione, tre piani delle cappelle Dottori Bianchi e San Gioacchino crollarono, inghiottendo migliaia di salme. I cittadini, che hanno scavato a mani nude tra i detriti, hanno recuperato ossa, frammenti di teschi e persino foto che adornavano le tombe. Il gesto si è svolto senza la presenza di alcun rappresentante delle istituzioni o delle forze dell’ordine, nonostante l’iniziativa fosse stata annunciata pubblicamente nei giorni precedenti. La tragedia del 2022 fu inizialmente attribuita ai lavori per il tunnel sotterraneo della metropolitana, che avrebbero causato infiltrazioni d’acqua e indebolito la struttura delle cappelle. Tuttavia, una perizia tecnica del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio), completata a marzo 2024, ha escluso responsabilità penali da parte della società Metropolitana di Napoli. Questo ha portato a un blocco dei lavori di recupero delle salme, lasciando centinaia di corpi sepolti sotto metri di detriti. Fino a marzo scorso, circa mille salme erano state recuperate e trasferite in bare metalliche conservate sotto una tensostruttura nel piazzale del cimitero. Ma da allora tutto è fermo, aggravando la sofferenza dei familiari.

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