Corpo e spazio: i giovani artisti della galleria Numen si confrontano sul tema
Visi di donne, corpi femminili distesi nei boschi, radiografie in bianco e nero in contrasto con foglie e fiori colorati, fili di ferro a creare forme sospese. Fisicità e immaterialità. Colore e bianco. Il corpo e i suoi contrasti tra reale e mentale. Trasparenze e opacità.
I sette artisti protagonisti della 2seconda fermata napoletana di Divieto di affissione. Giovani avanguardie del sud del mondo, in programma dal 30 novembre al 3 maggio allo Zeta Studio (via Bisignano 59), danno vita ad una riflessione sulla corporeità, partendo da materiali eterogenei come fil di ferro e plexiglass e impiegando tecniche diverse tra loro come fotografia, pittura, disegno e installazioni. La fisicità è al centro di ogni opera, il corpo umano, se non direttamente rappresentato, viene evocato o, paradossalmente, smaterializzato. La pelle lucida e la sinuosità di un pesce, vengono azzerate dall’uso del fil di ferro per disegnarne la fisionomia. Un corpo di donna immerso in un bosco diventa trasparente nel gioco dei contrasti. Radiografie di busti che nascono dall’erba finta rimandano ad un legame tra il reale e l’irreale.
