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Contemporanea alla Reggia A Caserta l’arte degli opposti

Caserta, la Reggia sposa l'arte contemporanea

CASERTA La garbata esuberanza dell’architettura vanvitelliana diventa palcoscenico dell’arte contemporanea. E lo spettacolo ha il sapore di uno “scontro” armonico. Come nello spazio dilatato della Sala del Trono, trasfigurato in un teatro di incursioni feroci e virulente, che sanno restituire tutta l’audacia e l’arguzia di una ricerca estetica che ha suggestionato la seconda metà del Novecento. Dall'”Annunciazione Terrae Motus” di Michelangelo Pistoletto, in un gioco di rifrazioni e rispecchiamenti, alla tela monumentale di Mimmo Paladino, “Re uccisi al decadere della forza”, che dialoga con la scultura lignea di Mario Ceroli in accordo con l’invasione cromatica di Mario Schifano.

E’ solo uno dei momenti clou dell’allestimento della bella mostra “1961-2011, Cinquant’anni di arte italiana dalle collezioni Gnam e Terrae Motus” che dal 13 luglio al 13 novembre coinvolgerà i saloni della Reggia di Caserta. Un progetto complesso frutto della collaborazione tra la Soprintendenza per i beni architettonici, storici, artistici per le province di Caserta e Benevento e la Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, per setacciare i percorsi di sperimentazione dell’ultimo cinquantennio italiano. Una rassegna che ha l’obiettivo importante di contribuire a svelare la grande arte contemporanea italiana, “ancora

non sufficientemente  proposta al pubblico non specializzato”, commenta Paola Raffaella David, che ha curato la mostra con Maria Vittoria Marini Clarelli e Rita Camerlingo, selezionando una cinquantina di capolavori in un confronto serrato tra le due illustri collezioni.

“La produzione artistica moderna italiana, che ha scontato per molti anni una sorta di damnatio memoriae, oggi viene presentata, studiata e riproposta in forme libere da preconcetti ideologici  –  continua la David – L’arte contemporanea, invece, nonostante una nutrita letteratura critica di settore e, vorrei sottolineare, nonostante alte quotazioni, non è adeguatamente divulgata tra il grande pubblico, a partire dai programmi scolastici. Inoltre, negli ultimi anni ha subito anche la concorrenza dell’indubbio appeal della qualità architettonica dei musei come il Macro, Maxxi di Roma, il Madre di Napoli, o il Mart di Rovereto, solo per citarne alcuni”.

Ecco allora che il percorso illustra gli ultimi cinquant’anni di ricerca italiana, attraversando le espressioni tematiche, tra l’a-cromo, il monocromo, la percezione visiva, i nuovi materiali, i miti contemporanei e i nuovi paesaggi non escludendo naturalmente alcune opere “cult” dall’Arte Povera alla Transavanguardia. Il tutto giocato su un allestimento “ad effetto”: “Abbiamo di proposito scelto le sale di rappresentanza dell’Appartamento Ottocento  – racconta la David – per provocare in modo forte questo confronto tra antico e moderno, per creare dissonanze e spaesamenti che, credo, costituiscano stimoli assolutamente positivi e produttivi sotto il profilo cognitivo”.

L’idea, come spiega la David, è di “intercettare i grandi numeri che la Reggia di Caserta ha in termini di visitatori, essendo il luogo della cultura più visitato del sud Italia dopo Pompei, per educare ed appassionare al contemporaneo”. Con protagoniste, due collezioni. “Terrae Motus  –  dice la David – è il risultato del legato testamentario fatto a favore della Reggia di Caserta dal collezionista napoletano Lucio Amelio che, come è noto,  in occasione del terribile sisma del 1980, commissionò ad un gruppo di artisti contemporanei, non solo italiani, un’opera che interpretava quel tragico avvenimento. Da Warhol a Rauschenberg, da Beuys a Cy Twombly, recentemente scomparso, da Barcelò a Paladino, da Pistoletto a Paolini a Schifano ad Ontani a Pisani. Amelio ha saputo creare una raccolta di eccezionale valore che oggi rappresenta la più importante collezione di opere di arte contemporanea di proprietà statale. E la sua collocazione all’interno della Reggia la rende del tutto anomala rispetto alle collezioni permanenti dei nostri musei di arte moderna e contemporanea”.

Dalla Gnam arrivano lavori altrettanto storici di Burri, Fontana, Kounellis, Manzoni, Mauri, Mari, Melotti, Monachesi, Montalcini, Chia, Mattiacci, Spalletti, Pascali, Rotella, Zorio. “La mostra è la prima di una serie di iniziative che abbiamo inteso attivare con la Gnam  –  annuncia la David – A novembre, a Caserta porteremo una sezione della grande mostra sull’Arte Povera curata da Germano Celant per i 150 anni dell’Unità che estrapolerà dalla collezione Terrae Motus le opere dei maestri di questa corrente artistica, come Pistoletto, Pisani, Merz, Paolini, e, di seguito, nel 2012,  una mostra dal titolo Warhol e l’Italia che dalla Gnam proseguirà poi per la Reggia di Caserta”.

Notizie utili  – “1961-2011 Cinquant’anni di arte in Italia dalle collezioni Gnam e Terrae Motus”, dal 13 luglio al 13 novembre 2011,  Reggia di Caserta – Appartamenti Storici, Viale Giulio Douhet, Caserta
Orari: 8.30  –  19, la biglietteria chiude mezz’ora prima, chiuso il martedì (per la mostra è necessaria la prenotazione che potrà essere effettuata direttamente in biglietteria al momento dell’acquisto)
Ingresso: appartamenti e mostra (comprensivo del costo di prenotazione) Intero € 13, ridotto € 8,50.
Info: Tel. 0823 448084.  (Repubblica)

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