Concordia, sei le vittime accertate

ISOLA DEL GIGLIO – Sale il bilancio del naufragio della Concordia: i vigili del fuoco, dopo una notte di ricerche, hanno ritrovato a bordo della nave il cadavere di uno dei passeggeri dispersi. Si tratta della sesta vittima accertata del naufragio. Il corpo era nel secondo ponte, in una parte non invasa dall’acqua, e indossava il salvagente.
Scende così a 16 il numero dei dispersi, tra loro una bimba di cinque anni che viaggiava con il papà e con la sua compagna. Proseguono ininterrottamente le ricerche. Sull’isola sono operativi insieme ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, gruppi di speleosub dei Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e della Fias (Federazione italiana attività subacquea) che utilizzano attrezzature avanzate per la ricerca mirata di dispersi), grazie anche al possesso della mappatura della nave. Sono arrivati anche 9 cani dell’unità cinofila toscana dei Vigili del Fuoco addetti al ritrovamento di persone disperse. E c’è preoccupazione per le condizioni meteo, che stanno peggiorando rapidamente. La Concordia che potrebbe spostarsi rendendo sempre più complicate le operazioni di ricerca
E intanto continua ad aggravarsi la posizione del comandante Francesco Schettino, in stato di fermo con l’accusa di omicidio colposo plurimo, disastro e abbandono della nave. Un membro dell’equipaggio ha raccontato agli inquirenti che Schettino avrebbe dato l’ordine di puntare verso il Giglio, avvicinandosi così eccessivamente alla costa, per fare vedere l’isola a un maitre gigliese. “Guarda la tua isola”, sarebbero state le parole del comandante della Costa Concordia.
La stessa compagnia di navigazione ha preso di fatto le distanze da Schettino, in una nota emessa nella notte, in cui parla di “gravi errori del comandante”. L’armatore sostiene che Francesco Schettino potrebbe “non aver seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”.
Contro di lui “sono state mosse gravi accuse. Sembra – si legge nella nota – che abbia commesso errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave è risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure”.
La scatola nera racconta che la nave si è incagliata alle 21.58. Alle 22.10 l’equipaggio comunica alla capitaneria di porto di avere un problema al generatore ma non parla di urti o secche. L’allarme vero e proprio scatta alle 22.30, molto in ritardo, come messo in rilievo dai pm di Grosseto che indagano sulla sciagura. Schettino invece rivendica “la correttezza della manovra” e dice di aver puntato sul Giglio “per evitare il naufragio in mare aperto”. (Repubblica)
