Comune di Napoli, De Magistris “snellisce” l’apparato dirigenziale
NAPOLI – Una macchina amministrativa più snella, che risponda ai criteri di efficienza ed efficacia, che eviti sovrapposizioni e duplicati di competenze e che abbia responsabili di procedimenti ben identificati. A questi principi dovrà rispondere la nuova organizzazione che il sindaco e la giunta di Napoli hanno predisposto per l’apparato burocratico comunale. Dai 223 servizi con 20 dirigenti si passa a 151 con 8 direzioni centrali, 5 dei quali di carattere amministrativo e gli altri 3 di funzioni tecniche. Tra le novità introdotte, il centro unico per gli acquisti, un ced unico per l’elaborazione di tutti i dati, il potenziamento dell’Urp e l’istituzione di un garante anticorruzione e trasparenza.

“La riforma – spiega il sindaco Luigi de Magistris – cerca di evitare che ci siano scollature tra il momento politico e il momento esecutivo. Quando una decisione politica viene presa bisogna che ci sia un apparato capace di metterla in atto. Una macchina amministrativa efficiente e trasparente incoraggia poi gli investitori”. Con la riorganizzazione degli uffici, de Magistris conta su un risparmio complessivo sui costi per il personale di circa 5 milioni di euro. “Non ci saranno dirigenti esterni – aggiunge – e abbiamo deciso di valorizzare le professionalità interne, puntando anche sui giovani che abbiano dimostrato di avere delle qualita’”. Nessun intervento al momento sul corpo di polizia municipale, dopo la scadenza del contratto del generale Luigi Sementa, e che e’ privo dunque di un comandante. “Il capo di gabinetto Auricchio – sottolinea il sindaco – ha il coordinamento temporaneo della polizia municipale, che appena possibile sara’ affidata a un nuovo comandante”.
