Comune, 150 milioni di tagli in arrivo più tasse e meno servizi

NAPOLI (di Cristina Zagaria) – La scure del governo si abbatte anche sul Comune di Napoli. Una stangata che potrebbe sfiorare i 150 milioni per il 2012, con tagli per i servizi pubblici, a cominciare da quelli della mobilità (bus e metropolitane) e un rischio concreto: aumenteranno le tasse comunali, anche a causa dell’introduzione della nuova tassa municipale sulla casa. Parlano i numeri, si prevede un taglio sulle spese correnti di oltre il 10 per cento in un Comune già in profondo rosso. Trasporti, scuole, manutenzione di strade, illuminazione, gli stessi stipendi dei dipendenti pubblici subiranno una pesante sforbiciata. A questo si aggiunge il pericolo della privatizzazione dei servizi pubblici, nonostante il recente referendum.
Già al lavoro l’assessore comunale al Bilancio, Riccardo Realfonzo: “Il governo mette i Comuni in una situazione che per molti, specie nel Mezzogiorno, risulterà insostenibile. Questa è la terza manovra di tagli nel giro di un anno”. In effetti, il decreto legge 78 del 2010 e il decreto 98 del 2011 già tagliavano ai Comuni italiani 2 miliardi e mezzo per il 2012. Ora arriva un’altra sforbiciata. “Complessivamente i tagli ai Comuni ammontano a 4 miliardi e 2 solo per il 2012. E altri forti tagli sono previsti i due anni successivi”, precisa Realfonzo. “Nell’anno in corso il Comune di Napoli ha già subito una riduzione di risorse statali di 138 milioni di euro. Per il 2012 prevediamo che l’ulteriore taglio non sia inferiore a questo importo”. Il calcolo approssimativo è sui 150
milioni.
Come reagirà il Comune di Napoli ai tagli di fondi? Quali gli effetti immediati? “Il governo spinge i Comuni lungo tre strade, tutte nefaste per le comunità locali – risponde Realfonzo – Tagli forti dei servizi, aumento della pressione fiscale, manovre di contenimento del costo del lavoro. Alla fine verranno fuori dei mix tra le tre alternative. L’antitesi di ciò che servirebbe a rilanciare lo sviluppo. Noi ci opponiamo alla linea di politica economica del governo e speriamo che non passi. In ogni caso, stiamo già cercando di recuperare tutte le risorse possibili mettendo in campo una forte lotta all’evasione fiscale, mettendo in efficienza la macchina comunale e le società partecipate, eliminando con rigore le tante incrostazioni clientelari del recente passato.
Ma se l’entità dei tagli dovesse essere confermata è chiaro che saremo costretti, soprattutto per tutelare i ceti meno abbienti, anche a sfruttare l’autonomia impositiva introdotta dal decreto”. Il riferimento di Realfonzo è anche alla possibilità di passare dal sistema della tassa a quello della tariffa per la raccolta dei rifiuti. E il rischio non è solo quello dei tagli. “Per il governo la pressione della Bce conta più della volontà del popolo italiano. Nonostante il recente referendum, il governo ripropone una spinta privatizzazione dei servizi pubblici locali, fissando al 31 marzo 2012 la decadenza di tutti gli affidamenti diretti (in house) per società con fatturati superiori ai 900 mila euro. Ci batteremo anche contro questa nuova ondata di privatizzazioni”.
La conclusione per Realfonzo – che un anno fa fu promotore della “Lettera dei 250 economisti” contro le politiche di austerità in Europa e in Italia – è che “la manovra del governo metterà in ginocchio gli enti locali e l’intera economia italiana e proprio per queste ragioni non risolverà i problemi della finanza pubblica del Paese”. (Repubblica)
