Colpo di fucile contro la Procura Generale di Napoli: indagini in corso, cresce l’allarme sicurezza
Un colpo di arma da fuoco, verosimilmente esploso da un fucile, ha infranto una vetrata degli uffici della Procura Generale, situati al dodicesimo piano della Torre C del Palazzo di Giustizia. Il fatto risale allo scorso 2 gennaio ed è ora al centro di un’indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura.
Secondo le prime ricostruzioni, l’ogiva è stata rinvenuta al piano che ospita anche l’ufficio del procuratore generale Aldo Polcastro. Gli accertamenti della polizia scientifica sono tuttora in corso per stabilire con precisione il tipo di arma utilizzata e la traiettoria del proiettile. Non si registrano feriti, ma l’episodio ha destato forte preoccupazione per la sua gravità e per il luogo simbolico colpito.
Al momento, l’ipotesi ritenuta più plausibile dagli investigatori è che il colpo possa essere stato esploso accidentalmente durante i festeggiamenti di inizio anno, magari a seguito di spari in aria finiti fuori controllo. Non viene tuttavia esclusa del tutto un’altra pista, quella dell’utilizzo di un drone modificato, anche se considerata meno probabile.
Il fascicolo d’indagine potrebbe essere trasferito a Roma, dal momento che tra le parti lese potrebbero figurare magistrati in servizio presso la Procura Generale, circostanza che renderebbe necessario lo spostamento della competenza.
Sull’accaduto è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha espresso forte preoccupazione: «L’uso delle armi sul nostro territorio è fuori controllo e purtroppo da molti sottovalutato. La costante mitizzazione sui social di chi usa le pistole, anche a salve, ha trasformato in normale ciò che normale non è. Troppe persone girano armate e sono pronte a sparare anche per motivi futili».
Secondo le prime ricostruzioni, l’ogiva è stata rinvenuta al piano che ospita anche l’ufficio del procuratore generale Aldo Polcastro. Gli accertamenti della polizia scientifica sono tuttora in corso per stabilire con precisione il tipo di arma utilizzata e la traiettoria del proiettile. Non si registrano feriti, ma l’episodio ha destato forte preoccupazione per la sua gravità e per il luogo simbolico colpito.
Al momento, l’ipotesi ritenuta più plausibile dagli investigatori è che il colpo possa essere stato esploso accidentalmente durante i festeggiamenti di inizio anno, magari a seguito di spari in aria finiti fuori controllo. Non viene tuttavia esclusa del tutto un’altra pista, quella dell’utilizzo di un drone modificato, anche se considerata meno probabile.
Il fascicolo d’indagine potrebbe essere trasferito a Roma, dal momento che tra le parti lese potrebbero figurare magistrati in servizio presso la Procura Generale, circostanza che renderebbe necessario lo spostamento della competenza.
Sull’accaduto è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha espresso forte preoccupazione: «L’uso delle armi sul nostro territorio è fuori controllo e purtroppo da molti sottovalutato. La costante mitizzazione sui social di chi usa le pistole, anche a salve, ha trasformato in normale ciò che normale non è. Troppe persone girano armate e sono pronte a sparare anche per motivi futili».

