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Cinema, L’amore buio di Antonio Capuano

NAPOLI (di Sarah Bozzaotra) – L’amore buio di Antonio Capuano, la storia d’amore di due adolescenti napoletani appartenenti a due classi sociali diverse. Il regista, anche sceneggiatore, parte da un episodio drammatico, lo stupro di una ragazza di 16 anni Irene da parte di un branco di ragazzi coetanei. Irene è il volto dell’alta borghesia napoletana, caratterizzata da case lussuosissime, benessere e forte asetticità di sentimenti. Irene è vittima due volte: della sua realtà e di quella degradata a cui appartengono gli stupratori. Fra questi c’è Ciro – anche il nome non è lasciato al caso – che non riesce a sopportare il peso dell’efferato reato ed il giorno dopo decide di costituirsi e denunciare anche gli altri tre amici. Ciro è l’altro protagonista ed è il prodotto della faccia più misera e proletaria di Napoli, quella che non ha futuro che vive alla giornata che vive per strada ma con esasperazione di sentimenti e di passioni. Il branco viene, quindi, condannato a due anni di reclusione nel Carcere minorile di Nisida. In questo posto “buio” senza orizzonte, chiuso al mondo, Ciro decide di liberare il suo cuore scrivendo lettere ad Irene. Il paradosso è il punto chiave del lungometraggio di Capuano: il carcere diventa per Ciro il luogo di massima espressione di libertà e di grande sentimentalismo e la casa prestigiosa di Irene, viceversa, la cella monitorata dai genitori presenti solo fisicamente nella quale la ragazza non si sente libera.

Irene strappa tutte le lettere di Ciro senza mai buttarle e intanto Ciro lavora su se stesso, sull’uomo che vorrà essere confrontandosi con la psicologa e questa opera di “risanamento” umano, del famoso leit-motiv del “domani migliore” viene rappresentato nel film dalla scena in cui Irene decide di leggere tutte le lettere distrutte, ricomponendole pezzo per pezzo, una ad una e lasciando, così, allo spettatore la speranza che le parole usate dal ragazzino siano il mezzo per avvicinare due mondi altrimenti inaccostabili ma capaci delle stesse pene e delle stesse sofferenze.

Il film è stato presentato ieri al La Feltrinelli dallo stesso Capuano e dai protagonisti Irene De Angelis, Valeria Golino, Gabriele Agrio, Luisa Ranieri, Corso Salani, Fabrizio Gifuni, Alfio Alessi, Anna Ammirati.

La Mostra del Cinema di Venezia non lo ha inserito in concorso ma è stato presentato nella Giornata degli autori. Il film non è originale come tema, Napoli è la città delle forti contraddizioni da sempre ma la scelta di far raccontare questo fastidioso dualismo attraverso l’amore di due adolescenti è di grande intelligenza emotiva e di forte impatto sociale.

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