Chi è il medico della bocca? Una riflessione per la tutela del cittadino e della salute pubblica
di Claudio Gammella
In Italia la professione odontoiatrica è definita con chiarezza dalla legge, ma non sempre lo è nella mente dei cittadini. La parola “odontoiatra”, pur essendo giuridicamente e scientificamente corretta, resta per molti ancora poco familiare, spesso confusa con “odontotecnico” o genericamente con “dentista”. È da qui che nasce la necessità di una riflessione pubblica: non per rivendicare un titolo, ma per difendere la sicurezza dei pazienti e il diritto alla corretta informazione sanitaria.
Una figura medica specialistica
La Legge 24 luglio 1985, n. 409 ha istituito la professione sanitaria di odontoiatra, definendone competenze, formazione e responsabilità.
All’articolo 1, la norma stabilisce che l’odontoiatra è colui che, conseguita la laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e superato l’esame di Stato, può esercitare la diagnosi, la prevenzione e la terapia delle patologie del cavo orale.
In altre parole, l’odontoiatra è a tutti gli effetti un medico specialista della bocca, con competenze cliniche e terapeutiche che riguardano i denti, le gengive, le mucose e i tessuti correlati. Il suo ruolo è quello di un professionista sanitario che opera in autonomia, nell’ambito di una professione medica distinta ma equiparata per dignità scientifica a quella del medico chirurgo. Non a caso, entrambi sono iscritti all’interno dello stesso Ordine professionale — l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri — in albi separati ma contigui, a sottolineare la natura medica della professione odontoiatrica.
Etimologia e significato: il medico dei denti
Il termine odontoiatra deriva dal greco antico odóus (dente) e iatrós (medico, colui che cura). Ha la stessa radice di parole come pediatra, psichiatra o fisiatra: tutte indicano un medico con una competenza specialistica in un preciso ambito del corpo umano.
Il pediatra è il medico dei bambini, lo psichiatra è il medico della mente, l’odontoiatra è il medico dei denti e della bocca. Tuttavia, mentre termini come “pediatra” sono ormai entrati nel linguaggio comune, “odontoiatra” resta poco conosciuto. Spesso il cittadino medio non ne comprende appieno il significato, confondendolo con l’“odontotecnico”, figura completamente diversa per ruolo e formazione. L’odontoiatra è un professionista sanitario che effettua diagnosi, pianifica terapie, prescrive farmaci, esegue interventi e si assume la piena responsabilità clinica del paziente. L’odontotecnico, invece, non è una professione sanitaria ma una figura tecnica che realizza le protesi dentarie su indicazione clinica dell’odontoiatra, senza entrare in contatto diretto con il paziente. Confondere queste due figure non è una semplice imprecisione linguistica: può generare rischi reali per la salute dei cittadini, favorendo comportamenti impropri o addirittura abusivi. È per questo che la chiarezza delle parole diventa un atto di tutela collettiva. Una battaglia culturale per la sicurezza del cittadino. La nostra non è una battaglia di categorie, né una richiesta di riconoscimento professionale all’interno del mondo medico: la legge ha già sancito da quarant’anni chi è e cosa fa l’odontoiatra. Il punto è un altro: aiutare i cittadini a sapere a chi affidare la propria salute orale. L’obiettivo è promuovere una corretta informazione pubblica, che permetta a ogni persona di distinguere con chiarezza chi può diagnosticare, curare e prescrivere, e chi invece opera solo sul piano tecnico. In un’epoca in cui l’abusivismo e la disinformazione sanitaria possono mettere a rischio la sicurezza delle cure, il linguaggio diventa uno strumento di prevenzione.
Le parole contano
Spiegare al cittadino che “odontoiatra” significa “medico dei denti” non è una formalità: è un gesto di responsabilità civica. Ogni parola corretta, in sanità, costruisce fiducia.
E la fiducia è il primo presidio di salute pubblica. Per questo riteniamo utile affiancare, nella comunicazione verso i cittadini, la dizione “medico odontoiatra”, che chiarisce immediatamente la natura medica della professione e aiuta a riconoscere con trasparenza chi è il vero referente sanitario per la salute della bocca. Una scelta di chiarezza, non di categoria: perché la sicurezza dei cittadini passa anche attraverso le parole giuste.

