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Cécile Kyenge, il primo ministro di colore. Quale colore?

NAPOLI (di Luca Delgado) – L’espressione “uomo di colore”, in Italia è ancora molto utilizzata. Quotidiani come il Corriere della Sera, il primo quotidiano italiano cioè, giornalisti di una certa fama della tv e della carta stampata, abusano di quella espressione, con la convinzione che si tratti di una forma di rispetto per i neri.

Cécile Kyenge (2)
Cécile Kyenge

La nomina di Cécile Kyenge, il nuovo ministro per l’Integrazione, è stata ovunque battezzata (su Il Corriere della Sera, il Messaggero, il Fatto Quotidiano, il Sole 24 Ore, tanto per fare qualche esempio),come la prima nomina di un ministro “di colore” della Repubblica Italiana.
Persino uno scrittore del calibro di Roberto Saviano, sempre attento nella scelta delle parole, non molto tempo fa, ha sponsorizzato la candidatura di Yvan Sagnet come “primo sindaco di colore” per il comune di Castelvolturno.

Pochissime persone si pongono il problema; il riferimento al colore della pelle dei neri come semplicemente “di colore”, non accende nessuna lampadina.

Ad esempio, quale colore? Eppure quella espressione, che traduce l’inglese americano degli anni ’60 (del 1800!), quando cioè ci si riferiva ai “black men” come “colored men”, negli States è caduta in disuso da almeno 40 anni. Siamo un Paese prettamente etnocentrico, forse il più etnocentrico dei cosiddetti Paesi occidentali, ma forse è giunta l’ora di porsela quella domanda: se dico “di colore”, a quale colore mi riferisco? Perché dire “nero” dovrebbe offendere qualcuno?

Questa osservazione, banalissima tra l’altro, che non aprirebbe nessun dibattito in nessun altro Paese del mondo, bisogna farla in Italia, bisogna rifletterci su, bisogna che se ne parli. Viene in mente il racconto “i vestiti nuovi dell’Imperatore”, quando di fronte al re, che si aggira per la città senza abiti, convinto di indossare un pregiatissimo e leggerissimo vestito, solo un bambino, tra tutti gli astanti ha il coraggio di dire “il re è nudo”. È con lo stesso candore da bambini che diciamo: l’uomo nero esiste. Smettiamola di averne paura.

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