Campania, Fico stringe sulla nuova giunta: stop sia agli eletti che ai ‘trombati’.
La data spartiacque è il 9 dicembre, quando avverrà la proclamazione ufficiale di Roberto Fico come presidente della Giunta regionale della Campania. Da quel momento l’ex presidente della Camera avrà pieno potere di firma e potrà annunciare la nuova squadra di governo regionale, che potrebbe essere resa nota entro il 15 dicembre. Solo dopo la proclamazione dei cinquanta consiglieri eletti, prevista fra il 18 e il 22 dicembre, sarà possibile convocare la prima seduta del Consiglio regionale.
Le regole di Fico: niente assessori eletti e stop anche ai ‘non eletti’
Il vero nodo politico di queste ore riguarda la composizione della giunta. Fico aveva già indicato una linea chiara: nessun consigliere eletto potrà essere nominato assessore, per evitare intrecci tra potere legislativo ed esecutivo. Ma nelle ultime trattative con i partiti del fronte progressista sta emergendo un secondo, sorprendente paletto: no nemmeno ai candidati “trombati”, cioè a chi si è presentato ma non è riuscito a ottenere il seggio. Un’impostazione che riduce drasticamente la rosa dei papabili e costringe i partiti a muoversi su figure esterne o di profilo tecnico-politico.
Una giunta da 11 a 13 componenti, con almeno cinque donne
La squadra di Fico dovrebbe contare tra gli 11 e i 13 assessori, con il governatore intenzionato a non trattenere alcuna delega, a differenza del suo predecessore Vincenzo De Luca. Sanità, Cultura e Trasporti avranno quindi un assessorato dedicato. L’obiettivo dichiarato è di avere almeno cinque donne in giunta.
PD: tre assessorati e trattative interne
Il Partito Democratico, forte di 10 consiglieri, punta ad almeno tre assessorati, con Mario Casillo già indicato come futuro vicepresidente. Tra i nomi più discussi:
Teresa Armato per il Turismo, attuale assessora nella giunta Manfredi a Napoli e riferimento dell’area Schlein-Franceschini;
Enzo Cuomo, sindaco di Portici;
Carmelo Petraglia, economista;
Andrea Morniroli e Anna Riccardi, figure di rilievo del Terzo Settore.
M5S, AVS e centristi: la mappa dei posti
Il Movimento 5 Stelle dovrebbe ottenere due assessorati. In pole la parlamentare Gilda Sportiello, mentre Ciro Borriello potrebbe diventare capo di gabinetto.
Alleanza Verdi e Sinistra avrà un assessorato, quasi certamente assegnato alla componente dei Verdi. In lizza Fiorella Zabatta e Vincenzo Peretti, docente di Veterinaria.
La galassia centrista offre più incognite. Casa Riformista, vicina a Manfredi e con l’area renziana inclusa, ha diritto a un assessorato ma l’esclusione di eletti e “trombati” complica i nomi più circolati. Restano papabili:
Caterina Miraglia, ex assessora alla Cultura in una giunta di centrodestra;
Angelica Saggese, già parlamentare.
Il nodo Mastella, i socialisti e la lista De Luca
La lista Noi di Centro – Mastella avrà un assessore, ma non sarà né l’ex ministro Clemente Mastella né il figlio Pellegrino, fresco di elezione in Consiglio regionale. I socialisti, invece, puntano tutto su Enzo Maraio.
La questione più delicata riguarda la lista A Testa Alta, espressione del governatore uscente De Luca, con quattro consiglieri eletti. Avranno probabilmente uno o due assessorati: il nome forte è quello dell’uscente Ettore Cinque (Bilancio), mentre Fulvio Bonavitacola sembra escluso per la sua forte contiguità con la precedente amministrazione. Fico, infatti, vuole marcare una netta discontinuità con il deluchismo.
Presidenza del Consiglio regionale: cresce Petracca
Con Casillo destinato alla vicepresidenza e a una delega pesante (si parla di Trasporti o Urbanistica), appare sempre meno probabile l’elezione di Giorgio Zinno alla presidenza del Consiglio, essendo anch’egli vicino ai casilliani. In ascesa le quotazioni di Maurizio Petracca, mentre Zinno potrebbe ottenere una commissione di peso, forse Bilancio o Sanità.
Tra le ipotesi circola anche il nome di Paolo Siani, che potrebbe entrare in giunta in quota Fico con la delega alla Legalità.
L’effetto sul congresso del PD Napoli
La composizione della giunta regionale avrà un impatto decisivo sul congresso provinciale del Partito Democratico a Napoli. Figure come Enza Amato aspettano di conoscere la propria collocazione istituzionale prima di muoversi nelle dinamiche interne. L’area Schlein, poco compatta sul fronte napoletano, guarda alla formazione della giunta come a un barometro dei nuovi equilibri.
Le regole di Fico: niente assessori eletti e stop anche ai ‘non eletti’
Il vero nodo politico di queste ore riguarda la composizione della giunta. Fico aveva già indicato una linea chiara: nessun consigliere eletto potrà essere nominato assessore, per evitare intrecci tra potere legislativo ed esecutivo. Ma nelle ultime trattative con i partiti del fronte progressista sta emergendo un secondo, sorprendente paletto: no nemmeno ai candidati “trombati”, cioè a chi si è presentato ma non è riuscito a ottenere il seggio. Un’impostazione che riduce drasticamente la rosa dei papabili e costringe i partiti a muoversi su figure esterne o di profilo tecnico-politico.
Una giunta da 11 a 13 componenti, con almeno cinque donne
La squadra di Fico dovrebbe contare tra gli 11 e i 13 assessori, con il governatore intenzionato a non trattenere alcuna delega, a differenza del suo predecessore Vincenzo De Luca. Sanità, Cultura e Trasporti avranno quindi un assessorato dedicato. L’obiettivo dichiarato è di avere almeno cinque donne in giunta.
PD: tre assessorati e trattative interne
Il Partito Democratico, forte di 10 consiglieri, punta ad almeno tre assessorati, con Mario Casillo già indicato come futuro vicepresidente. Tra i nomi più discussi:
Teresa Armato per il Turismo, attuale assessora nella giunta Manfredi a Napoli e riferimento dell’area Schlein-Franceschini;
Enzo Cuomo, sindaco di Portici;
Carmelo Petraglia, economista;
Andrea Morniroli e Anna Riccardi, figure di rilievo del Terzo Settore.
M5S, AVS e centristi: la mappa dei posti
Il Movimento 5 Stelle dovrebbe ottenere due assessorati. In pole la parlamentare Gilda Sportiello, mentre Ciro Borriello potrebbe diventare capo di gabinetto.
Alleanza Verdi e Sinistra avrà un assessorato, quasi certamente assegnato alla componente dei Verdi. In lizza Fiorella Zabatta e Vincenzo Peretti, docente di Veterinaria.
La galassia centrista offre più incognite. Casa Riformista, vicina a Manfredi e con l’area renziana inclusa, ha diritto a un assessorato ma l’esclusione di eletti e “trombati” complica i nomi più circolati. Restano papabili:
Caterina Miraglia, ex assessora alla Cultura in una giunta di centrodestra;
Angelica Saggese, già parlamentare.
Il nodo Mastella, i socialisti e la lista De Luca
La lista Noi di Centro – Mastella avrà un assessore, ma non sarà né l’ex ministro Clemente Mastella né il figlio Pellegrino, fresco di elezione in Consiglio regionale. I socialisti, invece, puntano tutto su Enzo Maraio.
La questione più delicata riguarda la lista A Testa Alta, espressione del governatore uscente De Luca, con quattro consiglieri eletti. Avranno probabilmente uno o due assessorati: il nome forte è quello dell’uscente Ettore Cinque (Bilancio), mentre Fulvio Bonavitacola sembra escluso per la sua forte contiguità con la precedente amministrazione. Fico, infatti, vuole marcare una netta discontinuità con il deluchismo.
Presidenza del Consiglio regionale: cresce Petracca
Con Casillo destinato alla vicepresidenza e a una delega pesante (si parla di Trasporti o Urbanistica), appare sempre meno probabile l’elezione di Giorgio Zinno alla presidenza del Consiglio, essendo anch’egli vicino ai casilliani. In ascesa le quotazioni di Maurizio Petracca, mentre Zinno potrebbe ottenere una commissione di peso, forse Bilancio o Sanità.
Tra le ipotesi circola anche il nome di Paolo Siani, che potrebbe entrare in giunta in quota Fico con la delega alla Legalità.
L’effetto sul congresso del PD Napoli
La composizione della giunta regionale avrà un impatto decisivo sul congresso provinciale del Partito Democratico a Napoli. Figure come Enza Amato aspettano di conoscere la propria collocazione istituzionale prima di muoversi nelle dinamiche interne. L’area Schlein, poco compatta sul fronte napoletano, guarda alla formazione della giunta come a un barometro dei nuovi equilibri.

