Berlusconi-Fini: duello sulla fiducia
ROMA –
IL PREMIER – «Questo governo è stato eletto dagli italiani e al nostro governo non c’è altra alternativa se non quello di nuove elezioni, che nessuno vuole perchè sanno che se andassimo alle elezioni li sbaraglieremmo tutti» aveva detto per primo Berlusconi in un video-messaggio inviato ai Promotori della Libertà.
CRISI – «Credo che l’Italia abbia bisogno di tutto meno che di instabilità e paralisi. Una crisi di credibilità, che spaventasse i mercati e gli investitori internazionali, ci porterebbe sulla stessa strada della Grecia e dell’Irlanda. «La vita pubblica è paralizzata da una crisi politica, irragionevole e irresponsabile, che ci ha riportato indietro la vecchia partitocrazia, con i suoi linguaggi i suoi egoismi» spiega ancora Berlusconi.
FIDUCIA – «Il 14 dicembre non ci accontenteremo di una fiducia occasionale, basata su fragili margini numerici. Necessitiamo di una fiducia convinta e continuativa. Questa è l’unica condizione per evitare il ritorno al voto» ha aggiunto il premier che poi ha minacciato «I parlamentari eletti nel centrodestra saranno costretti a sostenerci con i loro voti sino al completamente della legislatura, chi non lo farà si assumerà la responsabilità di aver tradito gli elettori e sarà segnato per tutta la vita dal marchio del tradimento e della slealtà».
PATTO DI LEGISLATURA – Berlusconi ha poi aperto le porte ad un eventuale ampliamento della maggioranza: «Vogliamo realizzare con chi ci sta patto quel patto di legislatura del quale ho parlato nelle scorse settimane. Questo vuol dire che siamo aperti a ragionare con tutti senza pregiudizio se non con l’impegno della coerenza del rispetto al nostro programma e l’impegno della lealtà nei confronti nei nostri elettori».
LA REPLICA DI FINI – «Sono le solite affermazioni propagandistiche a cui non crede neanche lui» replica successivamente Fini, che giudica così le accuse di tradimento rivolte da Berlusconi. «La propaganda in politica si fa – ha detto in un’intervista all’emittente salentina Telerama – ma lui a volte eccede». «Andare al voto sarebbe un azzardo per il Paese – ha detto ancora Fini – Berlusconi non si rende conto che andando avanti così non otterrà nè la fiducia nè le elezioni anticipati anche perchè molti parlamentari non vogliono andare al voto». «In politica le categorie non devono essere evocate, ma il primo tradimento» viene da coloro che hanno da sempre definito «il Pdl come un partito plurale di massa e dell’amore» ha detto successivamente il presidente della Camera. Fini ha ricordato di essere stato cacciato dal partito perchè sosteneva che c’era «una soggezione del Pdl nei confronti della Lega». «Il tempo mi ha dato ragione – ha detto ancora Fini – così come quando sostenevo le tesi sulla legalità e mi accusavano di essere un sovversivo, poi è scoppiato il caso Cosentino…».
IL PREMIER: DOPO IL VOTO DI FIDUCIA, VIA ALLE RIFORME – Concluso il botta e risposta Berlusconi ha inviato un nuovo messaggio, questa volta all’assemblea dell’Alleanza di Centro, nel quale si dice pronto a fare le riforme dopo il voto di fiducia: «Appena il Parlamento ci avrà confermato la fiducia, cosa di cui sono certo anche grazie al vostro impegno, le prossime tappe saranno la riforma costituzionale della giustizia e per un fisco al passo con i tempi più equo e più attento alle famiglie con i figli a carico». (Il Corriere della Sera)
