Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

Berlusconi: «Commissione d’inchiesta sulla magistratura». No dei finiani

Sìilvio Berlusconi

ROMA  – Silvio Berlusconi al Castello Sforzesco di Milano ha chiuso la Festa della Libertà del Pdl con un discorso tutto d’attacco, contro magistratura, stampa e opposizione, un discorso nel quale si respira già aria di competizione elettorale, anche se il Cavaliere ribadisce puntigliosamente l’intenzione di andare avanti. Secondo Ignazio La Russa 40mila le persone convenute per ascoltare il premier.

«Eccoci qua ancora una volta insieme anche se qualcuno ha tentato di non farmi venire», ha esordito il premier, dopo voci che lo davano assente per motivi di sicurezza. Dopo aver ribadito di avere tutt’ora un gradimento del 60%, Berlusconi ha rivendicato i meriti del governo: «Due anni fa abbiamo riunito otto componenti in un unico partito di centrodestra, nel marzo 2009 nacque Pdl che rappresentava moderati, riformisti, uomini di buon senso e buona volontà. Gli italiani risposero dal cuore non partito della libertà, ma Popolo della Libertà. Avevamo vinto le elezioni, dato vita a un governo solido che si reggeva su maggioranza solidissima, nessun governo ha fatto così tanto in poco più di due anni: c’è da stropicciarsi gli occhi solo a leggere l’opuscolo che manderemo a tutti gli italiani per sapere ciò che abbiamo fatto».

Politica atto di carità anche per la Chiesa. «Ci siamo uniti a chi faceva politica prima di noi facendosi prendere per mano. C’era una politica fatta di ideali, ricordiamo che anche la Chiesa sostiene che la politica è il più grande atto di carità. Abbiamo subito vinto le elezioni e abbiamo iniziato a cambiare l’Italia». Nella crisi «nessuno è stato lasciato solo, lo Stato è ritornato a fare lo Stato, uno stato generoso e amico dei suoi cittadini».

Barzellette? Le risate sono terapeutiche. «Ne so più di duemila ma non posso raccontarvele. Non posso se no Gianni Letta mi sgrida», ha risposto Berlusconi ai sostenitori che gli chiedevano di ripetere la barzelletta contro Rosy Bindi, ancora al centro delle polemiche. Il premier stava raccontando l’incontro con i giovani del Pdl la sera del suo compleanno quando «ho raccontato loro storielle. Sono risate, non ci può essere nessuna cosa cattiva, puliscono la testa, sono terapeutiche».

«La sovranità è trasferita dal popolo ai pm – ha attaccato Berlusconi – Se una legge non piace ai pm questi la impugnano e ricorrono alla Corte Costituzionale formata, lo sappiamo tutti, è un dato oggettivo, da 11 giudici di sinistra che sotto la pressione dei pm di sinistra abrogano le leggi. Il popolo secondo la Costituzione dovrebbe avere la sovranità popolare che trasferisce al Parlamento che vara le leggi. Con questa situazione la sovranità è trasferita ai pm».

Le toghe a patti con chi sta in politica. «Parlando con i giovani del Pdl ho fatto un’oggettiva foto di quel che avviene nel nostro paese: c’è un macigno sulla democrazia, forze che usano la giustizia a fini di lotta politica, per eliminare un protagonista che a loro non va bene, forze che hanno fatto patti con chi sta in politica garantendo loro protezione e per far passare una legge che a loro non va bene».

«Non vogliamo fare una riforma contro i giudici ma per i giudici onesti e per i cittadini – ha proseguito Berlusconi – Abbiamo ereditato una giustizia civile e penale che non funziona. Dobbiamo arrivare a un giusto processo, in cui l’accusa e la difesa siano sullo stesso piano».

Commissione di indagine sui magistrati. «C’è un potere dentro la magistratura che ci tiene sotto scopa – ha attaccato ancora Berlusconi – È nostro diritto e dovere chiedere una commissione con i poteri dei pm affinchè si indaghi su cosa è accaduto in questi anni, anche a difesa dei giudici onesti». Il presidente del consiglio ha definto «famigerato» il pm di Milano Fabio de Pasquale che ha sostenuto l’accusa al processo Mills, ricordando che il magistrato era lo stesso del processo per le tangenti dell’Eni: «È lo stesso che disse a Cagliari che il giorno dopo l’avrebbe messo in libertà e poi è andato in vacanza. Il giorno dopo Cagliari si è tolto la vita».

«Quando si parla di P3 si parla di quattro vecchietti che vengono tenuti dentro affinchè parlino di Berlusconi. I pm – ha aggiunto Berlusconi – utilizzano sempre lo stesso metodo: se dici qualche cosa contro Berlusconi il tuo stato cambia». A questo proposito ha citato anche l’indagine sul presidente del Senato Renato Schifani: «Le dichiarazioni contro di lui sono di tale Spatuzza che è in mano ai pm».

«A Napoli i rifiuti hanno un nome: Rosa Russo Jervolino – ha proseguito – A Napoli ciò che non funziona è il servizio di raccolta rifiuti perchè c’è un’amministrazione di sinistra che non sa farlo funzionare. L’ho detto forte e chiaro, a Napoli i rifiuti hanno solo un nome: Rosa Russo Jervolino». Berlusconi ha annunciato che in settimana a Napoli si recherà Guido Bertolaso.

Oltre alla soluzione del problema rifiuti, il premier ha rivendicato l’intervento in Abruzzo e il salvataggio di Alitalia «con quindici coraggiosi imprenditori che hanno tenuto nelle nostre mani la compagnia di bandiera», nonché le soluzioni della crisi economica. «Sono stato il primo premier al mondo che si è presentato in televisione per garantire ai cittadini che i loro risparmi non correvano rischi».

«Tutti i grandi giornaloni nostri stanno con la sinistra», ha ribadito il premier tornando a cavalcare uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti.

Di Pietro laureato? Giusto riformare l’università. «Abbiamo fatto la riforma dell’università, Di Pietro ha detto di aver ottenuto una laurea vera. Proprio questo mi ha fatto capire la necessità di una riforma dell’università», ha poi detto Berlusconi.

La sinistra vuole il governo di chi ha perso. «Il Pd è un partito senza leader che asseconda gli isterismi di Di Pietro e Vendola e fa l’occhiolino a Casini e a Fini. La sinistra olandese, anglosassone, tedesca decenni fa si è trasformata in laburismo o socialdemocrazia, la nostra è rimasta legata al passato, agli stessi uomini, le stesse sedi, la stessa ideologia, gli stessi convincimenti, la stessa arroganza. Una sinistra divisa che ha cambiato molti nomi e che è convinta che bastasse prendere l’aggettivo democratica per diventare veramente democratica. Il nostro governo ha avuto il mandato elettorale ma questa sinistra continua a chiedere dal Parlamento, dai suoi giornali, dalla Rai pagata con i soldi di tutti che al posto del governo che ha avuto dagli italiani il mandato a governare si crei un governo tecnico che metta insieme le forze che le elezioni le hanno perse».

«Fa male vedere che professionisti della politica come Casini sostengano le stesse cose della sinistra – ha sostenuto Berlusconi parlando della richiesta di un governo tecnico – Chiedono il governo tecnico perchè non vogliono la democrazia bipolare, vogliono quell’Italia dove la durata media dei governi era di 11 mesi».

Vogliamo credere a Fli, ma senza lealtà chiederemo il voto. «Andremo avanti con una grande maggioranza parlamentare che è stata confermata la settimana scorsa sia alla Camera che al Senato. Parlamentari che hanno costituito un gruppo diverso hanno dichiarato la loro fiducia e noi vogliamo credere a loro per realizzare il nostro programma di governo, che a differenza della sinistra per noi è un vero contratto con gli italiani – ha detto ancora Berlusconi – Andiamo avanti convinti della fiducia che ci ha dato Fli. Faremo una verifica giorno per giorno e se questa lealtà verrà meno nei fatti non ci metteremo un minuto per tornare al popolo italiano a chiedere di nuovo la sua fiducia. Questo è il nostro sentimento, il nostro auspicio, la nostra speranza».

Puntiamo al 51%. «Dobbiamo tornare allo spirito del ’94», ha concluso Berlusconi annunciando «un grande progetto per la capillarizzazione nel territorio del Pdl. Voglio 61mila team della Libertà nei 61mila dipartimenti elettorali – dice il premier annunciando che chiamerà a lavorare a questo Michela Vittoria Brambilla e Mario Valducci – per avere in ognuno 5 difensori del voto e portare a conoscenza delle famiglie di tutte le buone cose che ha fatto il governo. È questo il nostro grande progetto per andare oltre il 51 per cento, traguardo che siamo sicuri di poter raggiungere».

Io a casa? Ne ho 20. «La sinistra continua a dire: “Berlusconi a casa”, mettendomi in un certo disagio perchè avendone 20 non saprei dove andare. Noi intendiamo andare avanti, intendiamo governare perchè è la responsabilità che ci hanno affidato gli italiani».

Berlusconi, ha negato che in Abruzzo siano in corso delle cause per casi di corruzioneverificatisi nelle operazioni di sostegno messe in atto all’indomani del sisma dell’aprile 2009. «Si sono inventati la corruzione – ha detto il premier – ma in quegli appalti non c’è nessuna causa che sta in piedi. Ci sono stati 3mila appalti realizzati da liberi professionisti che hanno messo a disposizione il loro lavoro a titolo gratuito e nessuna impresa ha presentato una causa».

Bocchino: no a commissione contro magistratura. «L’Italia non ha bisogno di vedere il Parlamento impegnato in una Commissione d’inchiesta contro la magistratura, che per Futuro e Libertà è baluardo di legalità e sicurezza. Se Berlusconi ha storture da denunciare le metta nero su bianco e le invii al Csm – dice il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà per l’Italia – Pertanto la nostra disponibilità parlamentare su questo argomento non c’è, non facendo parte del programma di governo e non avendone discusso in maggioranza. Riteniamo invece che il Parlamento debba impegnarsi presto per riformare il fisco, per combattere l’evasione, per rilanciare lo sviluppo e superare la crisi economica, per difendere i troppi posti di lavoro a rischio. Su questi temi che interessano ai cittadini e che fanno parte del programma il sostegno al governo di Futuro e libertà ci sarà sempre». (Il Mattino)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.