Attacco Israele-USA all’Iran: “Operazione Ruggito del Leone”, stato di emergenza in Israele. Media: “Khamenei probabilmente morto”
Teheran sotto le bombe, Medio Oriente sull’orlo di un allargamento del conflitto. L’operazione congiunta tra Israele e Stati Uniti, denominata “Ruggito del Leone”, ha colpito obiettivi in Iran via aria e via mare. Colonne di fumo sono visibili su diversi quartieri della capitale iraniana, mentre esplosioni vengono segnalate anche nel sud del Paese.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato “lo stato di emergenza immediato in tutto Israele”, parlando di un’azione necessaria per neutralizzare “minacce imminenti”. Da Washington, il presidente Donald Trump ha rivendicato l’avvio di “una grande operazione in Iran” con l’obiettivo di “difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”.
Khamenei: voci sulla morte, Teheran smentisce
I media israeliani parlano di un possibile decesso della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, ma al momento non vi sono conferme ufficiali. Secondo fonti citate da Reuters, l’ayatollah sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro e non si troverebbe a Teheran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato: “Che io sappia è vivo”, smentendo le indiscrezioni. L’incertezza sulle condizioni della Guida Suprema aumenta la tensione interna e internazionale.
Attacchi e vittime: Lamerd nel mirino
Secondo l’agenzia iraniana Fars e l’emittente Irib, almeno 15 persone sarebbero morte in un attacco che ha colpito una palestra nella città meridionale di Lamerd. Le fonti locali riferiscono che tra le vittime vi sarebbero anche bambini. Le notizie non sono al momento verificabili in modo indipendente.
Intanto, un alto generale dei Guardiani della Rivoluzione, Ebrahim Jabbari, ha lanciato un monito agli Stati Uniti: “Abbiamo usato vecchie scorte del nostro arsenale. Presto sveleremo armi che non avete mai visto prima”, alimentando i timori di un’ulteriore escalation.
Dubai colpita, emergenza nei Paesi del Golfo
Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai, dove l’isola artificiale Palm Jumeirah è stata interessata da incendi che hanno provocato almeno quattro feriti. L’episodio segnala un possibile allargamento del conflitto all’intera regione del Golfo.
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, è rimasto bloccato a Dubai per la chiusura dello spazio aereo. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, monitora la situazione dei cittadini italiani nell’area.
Italia: Tajani e Meloni chiedono de-escalation
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà al Kuwait per gli attacchi subiti, ribadendo la necessità di una “rapida de-escalation”. “Il regime iraniano deve rinunciare definitivamente alle sue attività militari e alle capacità nucleari che minacciano la stabilità regionale”, ha dichiarato.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione di emergenza per valutare l’impatto della crisi sulla sicurezza nazionale e sugli interessi italiani all’estero.
Gaza e Cisgiordania isolate
Nel frattempo, da Gaza e dalla Cisgiordania arrivano testimonianze di crescente isolamento. “Abbiamo paura di restare bloccati senza benzina o cibo”, raccontano alcuni residenti, mentre si teme una nuova fiammata di violenze anche su quei fronti.
Il rischio di un conflitto regionale
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è stato convocato in serata. Gli analisti avvertono che la risposta dell’Iran potrebbe coinvolgere direttamente Israele, le basi americane nella regione e i Paesi del Golfo, con possibili ripercussioni sui mercati energetici e sulla sicurezza globale.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato “lo stato di emergenza immediato in tutto Israele”, parlando di un’azione necessaria per neutralizzare “minacce imminenti”. Da Washington, il presidente Donald Trump ha rivendicato l’avvio di “una grande operazione in Iran” con l’obiettivo di “difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”.
Khamenei: voci sulla morte, Teheran smentisce
I media israeliani parlano di un possibile decesso della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, ma al momento non vi sono conferme ufficiali. Secondo fonti citate da Reuters, l’ayatollah sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro e non si troverebbe a Teheran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato: “Che io sappia è vivo”, smentendo le indiscrezioni. L’incertezza sulle condizioni della Guida Suprema aumenta la tensione interna e internazionale.
Attacchi e vittime: Lamerd nel mirino
Secondo l’agenzia iraniana Fars e l’emittente Irib, almeno 15 persone sarebbero morte in un attacco che ha colpito una palestra nella città meridionale di Lamerd. Le fonti locali riferiscono che tra le vittime vi sarebbero anche bambini. Le notizie non sono al momento verificabili in modo indipendente.
Intanto, un alto generale dei Guardiani della Rivoluzione, Ebrahim Jabbari, ha lanciato un monito agli Stati Uniti: “Abbiamo usato vecchie scorte del nostro arsenale. Presto sveleremo armi che non avete mai visto prima”, alimentando i timori di un’ulteriore escalation.
Dubai colpita, emergenza nei Paesi del Golfo
Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai, dove l’isola artificiale Palm Jumeirah è stata interessata da incendi che hanno provocato almeno quattro feriti. L’episodio segnala un possibile allargamento del conflitto all’intera regione del Golfo.
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, è rimasto bloccato a Dubai per la chiusura dello spazio aereo. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, monitora la situazione dei cittadini italiani nell’area.
Italia: Tajani e Meloni chiedono de-escalation
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà al Kuwait per gli attacchi subiti, ribadendo la necessità di una “rapida de-escalation”. “Il regime iraniano deve rinunciare definitivamente alle sue attività militari e alle capacità nucleari che minacciano la stabilità regionale”, ha dichiarato.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione di emergenza per valutare l’impatto della crisi sulla sicurezza nazionale e sugli interessi italiani all’estero.
Gaza e Cisgiordania isolate
Nel frattempo, da Gaza e dalla Cisgiordania arrivano testimonianze di crescente isolamento. “Abbiamo paura di restare bloccati senza benzina o cibo”, raccontano alcuni residenti, mentre si teme una nuova fiammata di violenze anche su quei fronti.
Il rischio di un conflitto regionale
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è stato convocato in serata. Gli analisti avvertono che la risposta dell’Iran potrebbe coinvolgere direttamente Israele, le basi americane nella regione e i Paesi del Golfo, con possibili ripercussioni sui mercati energetici e sulla sicurezza globale.

