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Cronaca

Arrestato a Fiumicino Gennaro Rapillo, il garagista vicino al clan Mazzarella

Un sogno di ritorno alla normalità, quello che si è trasformato in un incubo per Gennaro Rapillo. Dopo una lunga vacanza in Brasile, dove sui social aveva pubblicato foto che lo ritraevano sulle spiagge esotiche, non avrebbe mai immaginato che ad accoglierlo al suo arrivo a Fiumicino ci fossero gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e della Polizia di Frontiera, pronti ad ammanettarlo. L’uomo, titolare di un garage a Forcella, è stato arrestato con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno fatto emergere dettagli inquietanti sul comportamento di Rapillo. Ritenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli vicino al potente clan Mazzarella, l’imprenditore avrebbe esercitato una violenta forma di pressione nei confronti di un collega, titolare di un altro garage nei pressi del suo. Attraverso minacce e intimidazioni, anche di morte, Rapillo avrebbe imposto al suo concorrente di cedere i propri clienti, causando così un danno economico ingente. In alcune circostanze, inoltre, il garagista arrestato avrebbe persino imposto il trasferimento delle auto già parcheggiate nel garage della vittima nel proprio esercizio, come se fosse un diritto acquisito.

L’arresto è avvenuto all’aeroporto di Fiumicino, dove Rapillo stava facendo rientro in Italia. Contestualmente, la Polizia ha anche provveduto al sequestro preventivo dell’autorimessa di proprietà dell’imprenditore, come misura cautelare nell’ambito delle indagini preliminari. Questa operazione è il frutto di un lungo lavoro investigativo da parte della Squadra Mobile di Napoli, che ha ricostruito i contorni della vicenda e messo in luce la portata delle minacce esercitate da Rapillo.
L’arresto di Gennaro Rapillo dimostra ancora una volta l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità organizzata e le sue ramificazioni in ogni angolo del paese. Un’operazione che contribuisce a spezzare il silenzio attorno a pratiche mafiose che, purtroppo, continuano a intaccare la vita di tanti cittadini onesti.

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