Al Teatro Serra un “Richiamo per fagiani”
di Anita Laudando
Al Teatro Serra di Napoli il cartellone della Stagione 2025/26 racconta l’attualità. “Fuoriclassici”: Venti spettacoli della nostra epoca, attraverso classici rivisitati e nuova drammaturgia. Pietro Tammaro e Mauro Palumbo, da dieci anni lavorano, resistono, crescono nel teatro off di Via Diocleziano 316. Sono questi i luoghi della cultura che fanno viva la città, le menti creative che investono “non solo sullo spazio fisico, ma sulla possibilità di far vivere il teatro come esperienza quotidiana, condivisa e necessaria, radicata nel territorio e allo stesso tempo capace di guardare oltre i propri confini”. A seguito del bradisismo, lo spazio è stato ristrutturato e il suo cuore è cresciuto creando un gemellaggio artistico tra lo spazio flegreo e il Teatro “Turm 20” di Linz in Austria. Siamo a Napoli, ma siamo nel mondo.
Dopo “La rosa e l’usignolo” tratto da Oscar Wilde di Mario Severino e “Doppio specchio” di Anita Mosca è stato “Richiamo per fagiani” di Igor Chierici e Luca Cicolella a spingere l’arte del teatro verso un innesto di attualità e tradizione. Particolarmente apprezzato in città, questo testo di drammaturgia contemporanea.
Tema: traffico di organi. Bioetica e fantascienza in stile noir si sono fusi con eleganti linguaggi teatrali, cinematografici, letterari. È stato impossibile abbassare l’attenzione. Eppure in scena vi erano solo due attori, con una storia paradossale, in un tempo riavvolto di quasi quarant’anni dal nostro, in una cittadina svizzera, anni luce lontana dalle dinamiche della nostra Italia. Potevano sembrare una coppia comica. Ma la trama si espande sui ritmi del non detto, i fatti prendono il sopravvento e i nervi dello spettatore restano impigliati in un dramma impossibile del possibile. Branislav e David ci restano negli occhi con la loro umana disperazione, illuminando con forza il tema dei bambini scomparsi, dell’essere umano e la sua mercificazione, vaglia l’egoismo di ogni forma di amore. “Richiamo per fagiani” è anche un focus sulla forza della paternità, un Edipo attuale e universale in questi giorni ancora in scena al Factory 32 di Milano.
Al Teatro Serra di Napoli il cartellone della Stagione 2025/26 racconta l’attualità. “Fuoriclassici”: Venti spettacoli della nostra epoca, attraverso classici rivisitati e nuova drammaturgia. Pietro Tammaro e Mauro Palumbo, da dieci anni lavorano, resistono, crescono nel teatro off di Via Diocleziano 316. Sono questi i luoghi della cultura che fanno viva la città, le menti creative che investono “non solo sullo spazio fisico, ma sulla possibilità di far vivere il teatro come esperienza quotidiana, condivisa e necessaria, radicata nel territorio e allo stesso tempo capace di guardare oltre i propri confini”. A seguito del bradisismo, lo spazio è stato ristrutturato e il suo cuore è cresciuto creando un gemellaggio artistico tra lo spazio flegreo e il Teatro “Turm 20” di Linz in Austria. Siamo a Napoli, ma siamo nel mondo.
Dopo “La rosa e l’usignolo” tratto da Oscar Wilde di Mario Severino e “Doppio specchio” di Anita Mosca è stato “Richiamo per fagiani” di Igor Chierici e Luca Cicolella a spingere l’arte del teatro verso un innesto di attualità e tradizione. Particolarmente apprezzato in città, questo testo di drammaturgia contemporanea.
Tema: traffico di organi. Bioetica e fantascienza in stile noir si sono fusi con eleganti linguaggi teatrali, cinematografici, letterari. È stato impossibile abbassare l’attenzione. Eppure in scena vi erano solo due attori, con una storia paradossale, in un tempo riavvolto di quasi quarant’anni dal nostro, in una cittadina svizzera, anni luce lontana dalle dinamiche della nostra Italia. Potevano sembrare una coppia comica. Ma la trama si espande sui ritmi del non detto, i fatti prendono il sopravvento e i nervi dello spettatore restano impigliati in un dramma impossibile del possibile. Branislav e David ci restano negli occhi con la loro umana disperazione, illuminando con forza il tema dei bambini scomparsi, dell’essere umano e la sua mercificazione, vaglia l’egoismo di ogni forma di amore. “Richiamo per fagiani” è anche un focus sulla forza della paternità, un Edipo attuale e universale in questi giorni ancora in scena al Factory 32 di Milano.

