Addio a Umberto Bossi, fondatore della Lega: aveva 84 anni
È morto all’età di 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega e figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Il decesso è avvenuto all’ospedale di Circolo di Varese, dove era ricoverato da tempo a causa del progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute, compromesse dall’ictus che lo colpì nel 2004. Conosciuto come “il Senatùr”, Bossi è stato protagonista di una lunga stagione politica, segnando profondamente il dibattito pubblico soprattutto sui temi del federalismo, dell’autonomia e dell’identità territoriale. Nato nel 1941 a Cassano Magnago, in provincia di Varese, si avvicinò inizialmente alla politica attraverso movimenti di sinistra, per poi diventare il principale interprete delle istanze autonomiste del Nord Italia.
Nel 1989 fondò la Lega Nord, unificando diversi movimenti regionali e dando vita a una forza politica destinata a cambiare gli equilibri nazionali. Eletto per la prima volta senatore nel 1987, Bossi costruì negli anni un forte consenso elettorale, diventando uno dei leader più riconoscibili della Seconda Repubblica.
La sua carriera lo portò più volte al governo, in particolare nei governi guidati da Silvio Berlusconi, dove ricoprì il ruolo di ministro per le Riforme istituzionali e per il Federalismo. Il suo progetto politico, incentrato inizialmente sull’indipendenza della “Padania”, si evolse nel tempo verso la richiesta di maggiore autonomia regionale. Nel 2012 lasciò la guida della Lega a seguito di uno scandalo legato alla gestione dei fondi del partito, restando comunque una figura simbolica come presidente a vita. Negli anni successivi si era progressivamente ritirato dalla scena pubblica, pur mantenendo un ruolo di riferimento per molti militanti.
La sua carriera è stata segnata anche da vicende giudiziarie e da posizioni spesso controverse, che lo hanno reso una figura divisiva ma indubbiamente centrale nel panorama politico italiano. Numerose le reazioni alla sua scomparsa, da esponenti di tutti gli schieramenti politici. Cordoglio è stato espresso dal Presidente della Repubblica, dal governo e dai principali leader politici, che ne hanno sottolineato il ruolo storico e l’impatto sulla vita pubblica del Paese.
Particolarmente toccante il messaggio di Matteo Salvini, suo successore alla guida della Lega: “Mi hai cambiato la vita”, ha scritto, ricordando il loro lungo rapporto umano e politico. Anche altri esponenti, tra cui Ignazio La Russa, Antonio Tajani, Giuseppe Conte e Giorgia Meloni, hanno voluto rendere omaggio a una figura che, nel bene e nel male, ha segnato oltre trent’anni di storia repubblicana. Il figlio Renzo ha ricordato il padre come un uomo che ha vissuto “fino all’ultimo fedele ai suoi ideali”, sottolineando la passione e la determinazione che lo hanno accompagnato per tutta la vita.
Nel 1989 fondò la Lega Nord, unificando diversi movimenti regionali e dando vita a una forza politica destinata a cambiare gli equilibri nazionali. Eletto per la prima volta senatore nel 1987, Bossi costruì negli anni un forte consenso elettorale, diventando uno dei leader più riconoscibili della Seconda Repubblica.
La sua carriera lo portò più volte al governo, in particolare nei governi guidati da Silvio Berlusconi, dove ricoprì il ruolo di ministro per le Riforme istituzionali e per il Federalismo. Il suo progetto politico, incentrato inizialmente sull’indipendenza della “Padania”, si evolse nel tempo verso la richiesta di maggiore autonomia regionale. Nel 2012 lasciò la guida della Lega a seguito di uno scandalo legato alla gestione dei fondi del partito, restando comunque una figura simbolica come presidente a vita. Negli anni successivi si era progressivamente ritirato dalla scena pubblica, pur mantenendo un ruolo di riferimento per molti militanti.
La sua carriera è stata segnata anche da vicende giudiziarie e da posizioni spesso controverse, che lo hanno reso una figura divisiva ma indubbiamente centrale nel panorama politico italiano. Numerose le reazioni alla sua scomparsa, da esponenti di tutti gli schieramenti politici. Cordoglio è stato espresso dal Presidente della Repubblica, dal governo e dai principali leader politici, che ne hanno sottolineato il ruolo storico e l’impatto sulla vita pubblica del Paese.
Particolarmente toccante il messaggio di Matteo Salvini, suo successore alla guida della Lega: “Mi hai cambiato la vita”, ha scritto, ricordando il loro lungo rapporto umano e politico. Anche altri esponenti, tra cui Ignazio La Russa, Antonio Tajani, Giuseppe Conte e Giorgia Meloni, hanno voluto rendere omaggio a una figura che, nel bene e nel male, ha segnato oltre trent’anni di storia repubblicana. Il figlio Renzo ha ricordato il padre come un uomo che ha vissuto “fino all’ultimo fedele ai suoi ideali”, sottolineando la passione e la determinazione che lo hanno accompagnato per tutta la vita.

