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Addio a Ornella Vanoni: la voce gentile della musica italiana si è spenta a 91 anni

La musica italiana perde una delle sue colonne portanti: Ornella Vanoni, interprete raffinata, artista dalle sfumature inconfondibili, si è spenta ieri sera nella sua casa di Milano all’età di 91 anni. Un arresto cardiocircolatorio l’ha colpita intorno alle 23, rendendo vano l’intervento dei soccorritori del 118 giunti tempestivamente sul posto. Con lei se ne va una parte di storia del nostro Paese, fatta di canzoni, teatro, televisione e un’umanità limpida che l’ha resa un’icona trasversale a generazioni diverse. Negli ultimi giorni Vanoni aveva confidato di non sentirsi in forma. In una telefonata al Corriere della Sera aveva raccontato di soffrire per un forte dolore alla schiena, localizzato a una vertebra: un fastidio acuto, “come un coltello che ti trapassa”, aveva detto con la schiettezza che l’ha sempre accompagnata. Aveva spiegato di voler effettuare alcune cure in una clinica di Pavia, da lei già conosciuta, convinta che l’avrebbero “rimessa a posto”. Nonostante questi segnali di fragilità, l’artista aveva mantenuto il suo inconfondibile spirito ironico e una sorprendente vitalità, come dimostrato dalle sue recenti apparizioni televisive.

Solo poche settimane fa, il 2 novembre, Vanoni era stata ospite a Che Tempo Che Fa. Entrò in studio con una corona di fiori, scherzando con Fabio Fazio sul fatto che l’invito era arrivato nel giorno dedicato ai defunti: una trovata che aveva strappato al pubblico una risata affettuosa. In quell’occasione aveva confessato: «Mi trovi in forma, ma fingo. Sono stata male», parlando anche dei problemi ai polmoni che l’avevano spinta ad abbandonare le “canne”, come lei stessa amava dire con naturalezza. La sua ultima apparizione televisiva risale allo scorso 9 novembre, ad Amici, dove aveva affiancato Maria De Filippi osservando e commentando le performance dei giovani allievi: un momento tenero, in cui la sua esperienza artistica si era ancora una volta messa al servizio dei più giovani. Nata nel 1934, Ornella Vanoni ha attraversato tutta la storia dello spettacolo italiano. Il suo debutto avvenne sul palcoscenico del Piccolo Teatro, sotto la guida di Giorgio Strehler. Da lì, un percorso artistico in continua evoluzione: le “canzoni della mala”, la sperimentazione jazz, le collaborazioni con autori di prestigio, la riscoperta della bossa nova e un repertorio che ha toccato corde emotive profondissime.

Brani come “Senza fine”, “Mi sono innamorata di te”, “L’appuntamento”, “Domani è un altro giorno” hanno segnato epoche. La sua voce calda, morbida, unica, ha accompagnato milioni di ascoltatori e costruito un immaginario musicale che resterà nella memoria collettiva. Vanoni non è stata soltanto una cantante: era un personaggio autentico, generoso, imprevedibile, spesso autoironico. Ha affrontato la vita con sincerità disarmante, parlando apertamente di tutto: amori, fragilità, passioni, timori. Anche nell’ultimo periodo non aveva smesso di raccontarsi, con quella trasparenza che il pubblico aveva imparato ad amare. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme nel panorama musicale italiano, ma anche un patrimonio artistico che continuerà a vivere nelle sue canzoni e nei ricordi di chi l’ha ascoltata e amata.

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