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Rifiuti, in via Brin sito stoccaggio: “No a termovalorizzatori”

Luigi de Magistris durante la conferenza stampa (foto Renna AGNFoto)

NAPOLI – In via Brin ci sarà il nuovo sito di stoccaggio provvisorio dove saranno sistemati i rifiuti prima di essere caricati sulle navi per l’estero. E’ quanto fa sapere il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, nel corso di una conferenza stampa, tenuta oggi nella sede del Comune, a Palazzo San Giacomo durante la quale ha fattoil punto della situazione sull’emergenza rifiuti.

“Da alcuni giorni eravamo al lavoro per individuare siti di stoccaggio provvisori – ha detto il sindaco – che ci consentissero di allocare la spazzatura, sia quella in giacenza adesso, sia successivamente l’indifferenziato”.
Durante queste verifiche il sindaco, fa sapere, abbiamo scoperto questo capannone, in via Brin, dove vivevano, da 15 mesi, 150 immigrati “in condizioni ai limiti dei diritti umani”. Gli immigrati, sabato scorso, sono stati trasferiti in altre strutture cittadine in via Don Bosco, in via Leopardi, nel quartiere Fuorigrotta, e in via Verticoeli.

No a termovalorizzatori. “Non servono termovalorizzatori e non saranno aperte discariche: per rendere Napoli autonoma “si può fare e si farà tutto sul nostro territorio”. Luigi de Magistris spiega che con il sistema navi, impianti di compostaggio, siti di stoccaggio provvisorio e differenziata, la città sarà resa “finalmente autonoma”.
“Gestiremo tutto qui – ha affermato – così eviteremo che in zone dove c’è meno Stato possano aggiungersi altre cose ai rifiuti solidi urbani”. In 30 giorni, ha poi ricordato, “abbiamo individuato i siti di stoccaggio provvisorio” e ha smentito l’eventualità di ampliamenti di discariche a Chiaiano o da riaprire a Pianura.
Ribadisce, ancora una volta, il suo no all’inceneritore e dice: “Se altri l’avessero reealizzato, noi ce lo saremmo tenuto, ma noi non lo faremo” e se anche in “Europa, altri li hanno costruiti qui non avverrà”. “Abbiamo costi più elevati nel trasportare i rifiuti a Caivano, Giugljano e Acerra rispetto a trasferimenti nel paese estero – ha poi aggiunto – Il risparmio che noi avremo è significativo e questo dato fa riflettete rispetto a quanto veniva precedentemente speso per l’invio di rifiuti in altri posti”.
“Abbiamo ereditato uno sfascio, non abbiamo un solo impianto – ha concluso – e sarebbe preferibile avere un solo STir da utilizzare per la città”.

Bene Consiglio di Stato. Poi il sindaco esprime apprezzamento per la decisione del Consiglio di Stato che, sospendendo la sentenza del Tar del Lazio, autorizza il trasferimento dei rifiuti in altre regioni. “E’ un buon provvedimento perchè dovrebbe produrre degli effetti positivi e potrebbe, in sede di dibattito parlamentare, far venire meno la necessità del nulla osta”.  “Il provvedimento ci consentirebbe di avere un rapporto diretto che va anche nella direzione di quello che stiamo dicendo noi – ha affermato – e cioè che si potrebbe pensare ad accordi diretti tra Comuni, le città metropolitane che hanno un determinato numero di abitanti”.

Sabotaggi continui. “Stiamo constatando tentativi di sabotaggio contro di noi” ha aggiunto De Magistris, che ha sottolineato di non voler rendere noto il Paese di destinazione dei rifiuti campani che salperanno a bordo delle navi. “A fine settimana firmeremo l’accordo – ha affermato – e, allora, comunicheremo il Paese e il costo dell’operazione. Non lo diciamo adesso perchè man mano che andiamo avanti con il piano per rendere Napoli autonoma stiamo constatando che gli impianti si fermano, i quantitativi di flussi sono ridotti e ci sono tentativi di condizionare i lavoratori addetti alla raccolta”.
Questi atti di sabotaggio, secondo il sindaco, “sono messi in atto da chi non vede di buon occhio il nostro piano che costituisce una rivoluzione ambientale”. All’inizio, partirà una nave a settimana, successivamente, ne salperanno due navi al mese.
“La nostra idea del Paese estero non è come quella di Lettieri – ha concluso il sindaco – perchè lui rappresenta quella politica che vuole un modello del tipo ‘Nave+discarica+inceneritore’ che noi, invece, non vogliamo”.

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