Cornettone, il dolce portafortuna
NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – Il cornettone è magico. Non per strani e poco conosciuti motivi astrali, di cabala ed influssi positivi (la sua forma ricorda comunque un grande corno e da noi, si sa, i corni portafortuna non bastano mai), ma perché sulle labbra di ogni bimbo, di fronte a questa leccornia, appare un sorriso e niente è più magico di ciò. Provate, infatti, senza aspettare una occasione particolare, a portare a tavola questo dolce profumatissimo, imbottito di nutella o di crema al cioccolato bianco e vedrete l’effetto che fa tra i più piccoli, ma anche, per essere sincera fino in fondo, fra noi adulti. Ve lo consiglio proprio per quei giorni meno particolari, faticosi o monotoni; quelli in cui ci facciamo prendere dalla malinconia, motivata e non, quelli in cui rientriamo a casa la sera stanchi e nervosi, pronti magari a prendercela col mondo intero. Bene è proprio questo il momento! Fedeli al nostro motto cucinare tutti, presto e bene, in un giorno in cui siamo più liberi, prepariamo l’impasto del cornettone e conserviamolo nel congelatore (si conserva anche tre settimane).
Fate ammorbidire fuori dal frigo 250 grammi di burro. Intanto con un panetto e mezzo di lievito, sciolto in una tazzina di latte caldo, con un cucchiaio di zucchero e 120 grammi di farina, prepariamo un impasto molto morbido (biga) e lasciamolo lievitare. A lievitazione avvenuta (occorrerà mezz’ora circa) aggiungiamo 90 dei 250 grammi di burro, sei cucchiai di zucchero, una busta di vanillina, due uova ed un tuorlo, trecento grammi circa di farina . Dovrete ottenere un impasto molto morbido: non spaventatevi se un pò appiccicaticcio. Lasciate lievitare il composto che deve raddoppiare il suo volume, saranno necessarie un paio di ore. Infine, aiutandovi con la farina, stendete l’impasto lievitato su di un foglio di carta forno, ottenendo un quadrato sul quale dovrete sovrapporre il restante burro. Usate le mani infarinate, sono il miglior utensile. Ripiegate su se stesso questo quadrato di pasta e burro come se fosse un fazzoletto. Ristendetelo e ripiegatelo, aiutandovi con la farina, per quattro o cinque volte, fino a quando non sarà stato assorbito tutto il burro. Per questa operazione dovrete consumare circa trecentocinquanta grammi di farina. Dividete l’impasto ottenuto in due porzioni e congelate. Quando vi servirà, o ne avrete semplicemente voglia, tirate fuori l’impasto dal congelatore la mattina. Lasciatelo scongelare dopodichè dategli la forma di un triangolo nel cui lato più lungo stenderete nutella o crema al cioccolato bianco (si trova facilmente nei negozi di articoli per pasticceria ed è conosciuto come base del torrone al cioccolato). Avvolgete poi l’ impasto inarcandolo leggermente, con delicatezza ponetelo in una teglia quadrata foderata di carta forno ed infornatelo in forno già caldo a duecento gradi per quindici minuti e per sette minuti a 90 gradi. Una volta sfornato, cospargetelo di zucchero a velo vanigliato.
Tutta la vostra casa si sarà nel frattempo impregnata del profumo delizioso di questo dolce, che sa di famiglia e giorni di festa. Credo che se la gioia avesse un profumo, sarebbe proprio questo: vaniglia zucchero e mani materne. Alla prossima con un’altra paste base che, con un neologismo, definirei leccorniosa: la pastafrolla. Buon appetito, come sempre
