Villa S. Michele a Capri, il premio Nobel per l’economia

NAPOLI – Negli ultimi anni per gli scienziati internazionali, insigniti del prestigioso riconoscimento creato dall’Accademia Reale svedese delle Scienze, fare tappa a Capri e visitare la dimora di Axel Munthe, Vice Consolato di Svezia, è diventato quasi d’obbligo. Un modo per rendere omaggio a Villa San Michele e l’opportunità di conoscere un pezzo di paradiso, dalle architetture ottocentesche, la vista mozzafiato sul golfo di Napoli e il rigoglioso giardino, anche per quest’anno tra i dieci parchi più belli d’Italia.
Venerdì 20 maggio sarà il Prof. Paul Robin Krugman, Premio Nobel per l’ Economia nel2008, a sbarcare sull’isola azzurra, già in Italia per ricevere, il riconoscimento scientifico Capo d’ Orlando, ideato dalla Fondazione Discepolo-Museo Mineralogico Campano di Vico Equense, diretta da Umberto Celentano. L’economista americano, famoso per i suoi editoriali sul New York Times e per essere stato uno dei maggiori critici delle scelte – in economia e politica estera – dell’amministrazione Bush, sarà accolto dal Sovrintendente della Fondazione Axel Munthe, Peter Cottino, che lo accompagnerà in un percorso guidato all’interno della famosa casa-museo anacaprese, per poi raggiungere il Castello Barbarossa, oggi stazione ornitologica e oasi naturale e concludere il giro sulla terrazza di Café Casa Oliv.
Negli ultimi tre anni, sono stati ospiti di Villa San Michele Paul J. Crutzen, Premio Nobel per la Chimica nel 1995 per gli studi sulla chimica dell’atmosfera, James D. Watson, Premio Nobel per la medicina nel 1962 per la scoperta della struttura della molecola del DNA e Richard Timothy Hunt, Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 2001 per il suo lavoro sulla struttura e sulle funzioni degli enzimi che controllano i passaggi del ciclo cellulare.
Paul R. Krugman, Premio Nobel per l’Economia nel 2008, ricevuto per i suoi studi sui modelli di commercio e sulla localizzazione delle attività economiche, insegna economia e relazioni internazionali all’Università di Princeton dopo precedenti esperienze in varie atenei tra cui Yale, MIT di Boston, London School of Economics e Stanford. E’ editorialista del quotidiano “The New York Times” e ritenuto il più autorevole osservatore della politica economica americana. I suoi articoli sono pubblicati settimanalmente su “Il Sole 24 Ore” nella rubrica “Krugman & Co”.
Noto anche per i suoi libri di testo sulle crisi valutarie e sull’economia internazionale, Krugman è stato critico della New Economy degli anni novanta del XX secolo, dei regimi di cambio fisso dei Paesi insulari asiatici e della thailandia prima della crisi del 1997, dell’affidamento ai governi per difendere i cambi fissi sul quale si sono basati investitori prima della crisi debitoria russa del 1998.
Il suo “Economia Internazionale. Teoria e Politica”, scritto insieme a Maurice Obstfeld è uno dei testi fondamentali di economia internazionale. Tra i suoi volumi: “L’Economia del benessere. Politica ed economia negli ultimi venti anni” (Garzanti, 1995); “Economisti per caso e altri dispacci della Scienza Triste” (Garzanti, 2000); “La deriva americana” (Laterza, 2004); “Macroeconomia” (Zanichelli, 2006), scritto insieme alla moglie Robin Wells, docente a Princeton, “La coscienza di un liberal” (Laterza, 2008), “Il ritorno dell’economia della depressione e la crisi del 2008” (Garzanti, 2009).
