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Berlusconi: “Colpiremo solo obiettivi militari”

Bossi e Belrusconi

ROMA ”L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento”. L’imprimatur alla svolta del governo, che ieri ha annunciato l’estensione della missione militare italiana in Libia, arriva dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento in occasione dell’incontro con gli esponenti delle associazioni combattentistiche, partigiane e d’arma. L’essenza della missione viene spiegata da Berlusconi durante la conferenza stampa congiunta al termine del bilaterale con il presidente francese Nicolas Sarkozy: “Non si tratta di bombardamenti, ma di raid mirati con missili di precisione su obiettivi militari”.

Ma la Lega non cede: “Porteremo il nostro no in Consiglio dei ministri”, ha annunciato il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. Ed era solo la premessa all’intervento dai toni astiosi di Umberto Bossi in serata con una nota della Padania. Il Senatùr ricorda a Berlusconi che “non è dicendo sempre di sì che si acquisisce peso internazionale. Siamo diventati una colonia francese”, aggiunge riferendosi al caso libico ma anche alle scalate delle aziende italiane. E, dopo aver ribadito il no della Lega ai raid, Bossi aggiunge: “Le conseguenze saranno gravissime, verremo invasi

dai profughi. Senza contare che l’intervento costerà 700 milioni in tre mesi”. 

Napolitano dà il via libera. “Nel ricordo delle lotte di liberazione e del 25 aprile – aveva detto il capo dello Stato – in particolare noi italiani sentiamo di non poter restare indifferenti di fronte al rischio che vengano brutalmente soffocati movimenti comunque caratterizzati da una profonda carica liberatoria. Non potevamo rimanere indifferenti alla sanguinaria reazione del colonnello Gheddafi in Libia” ha aggiunto il capo dello Stato che ha precisato: “Di qui l’adesione dell’Italia al giudizio e alle indicazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni uniti e quindi al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato”. “Ancora una volta il Presidente della Repubblica ha usato parole nelle quali tutto il Paese si può e si deve riconoscere esortando le istituzioni e le forze politiche a operare per l’interesse nazionale dell’Italia da inquadrare dentro la costruzione di un ordine internazionale fondato sulla giustizia e sulla pace”, ha detto Giorgio Tonini, capogruppo Pd in Commissione Esteri al Senato.

Berlusconi: “Necessario nostro intervento. Useremo razzi di precisione su obiettivi mirati”. “Abbiamo sentito di non poterci sottrarre” a un coinvolgimento maggiore dell’Italia in Libia con raid mirati “anche perché c’era bisogno di questo nostro intervento”. Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese 2 a Villa Madama, ha illustrato quale sarà l’impegno dell’Italia nella missione in Libia, facendo anche una gaffe terminologica: “A leggere i giornali sembra che ci apprestiamo, così come i nostri alleati, a fare i bombardamenti, quelli famosi con le bombe a grappolo (messe al bando da gran parte del mondo perché, per loro natura, non possono colpire con precisione e sono ad alto rischio per la popolazione, anche anni dopo il loro lancio, ndr), si tratta di interventi con dei razzi di estrema precisione su singoli obiettivi militari, come mezzi in movimento e via dicendo”. (Repubblica)

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