Napoli stregato al S. Paolo; fermato in casa dall’Udinese
NAPOLI (di Cristina Accardo) – Questa volta niente magia, questa volta niente lieto fine. Non brillano i gioielli partenopei nella notte del San Paolo. L’Udinese gela, con due reti, i bollenti animi azzurri: stanchezza, inesperienza, troppa pressione? E mentre il Napoli segna una battuta d’arresto ( ma dov’erano questa sera gli azzurri? ), volano spediti i rossoneri; ora il divario tra prima e seconda in classifica è di 6 punti. Con questa sconfitta casalinga, bisogna dire definitivamente addio al “sogno”?
La partita – Privi di Di Natale e Sangez, Guidolin schiera in attacco l’ex di turno, Denis accolto nel pregara calorosamente dai tifosi azzurri. Per Mazzarri stessa formazione di Bologna, con il rientro di Cavani per Mascara; Gargano ancora in panchina. Nei primi 45 minuti di gioco è il Napoli a costruire azioni; per due volte Cavani si trova solo davanti la porta ma il suo destro prima e sinistro poi, terminano di poco a lato. Ci prova poi Maggio da fuori area, ma il destro dell’azzurro è completamente fuori dallo specchio della porta. Ci prova poi Yebda con un destro di poco fuori; un minuto dopo è Inler a scaldare il sinistro con un tiro da fuori area. Al 28’ Benatia tenta un colpo di testa da centro area che termina alto. Sul finire del primo tempo è Lavezzi ad avere la grande occasione con un tiro di destro da centro area, parato, che vola sotto la traversa. Il Napoli ritorna in campo nella ripresa, ma con poco mordente. Ed è l’Udinese a trovare il goal con Inler con tiro che termina sotto la traversa imprendibile per De Sanctis. Stranezza, il centrocampista bianconero non esulta per la rete, rispetto per i suoi futuri tifosi? Il Napoli dovrebbe reagire, ricordando che la posta in gioco è alta e invece sono ancora i friulani a segnare; questa volta ci pensa l’ex di turno Denis. Altro goal, ancora una volta niente esultanza ( questa volta più giustificata ). Mazzarri gioca le carte Gargano, Mascara e Lucarelli; E proprio dai nuovi entrati che nascono le più ghiotte occasioni; all’87’ Lucarelli viene atterrato in area, rigore. Cavani va sul dischetto, ma questa sera la porta sembra essere stregata, Handanovic para. Al 95’ è Mascara a trovare il goal che accorcia le distanze, ma ormai è troppo tardi e dopo pochi minuti, il mediocre Tagliavento fischia la fine. Gli azzurri escono tra gli applausi dei tifosi; un addio al sogno o un ringraziamento per la magnifica stagione che questi ragazzi hanno saputo regale all’intera città?
Le interviste – A fine gara Mazzarri incassa il ko con filosofia “Bellissimo l’applauso dei tifosi a fine partita: questo dimostra la grande maturità e la crescita di questa piazza, che devo ringraziare. Questa squadra ha fatto cose meravigliose quest’anno. Non so cosa sia scattato oggi nella testa dei giocatori: io sapevo che l’Udinese, nonostante le assenze, non avrebbe modificato l’atteggiamento, forse l’unico appunto che posso fare ai ragazzi è di aver creato di più e concretizzato di meno. Champions sicura? Si è fatta sotto la Lazio e anche l’Udinese, dobbiamo stare attenti perché sarebbe un peccato non farcela dopo tutto quello che abbiamo fatto”. Amarezza e fiducia nelle parole di Lucarelli “Siamo ancora in corsa per la Champions, un incidente di percorso può capitare nel corso del campionato. Cerchiamo di fare il maggior numero di punti possibile, poi alla fine faremo i conti. Abbiamo perso con una squadra che ha fatto grandi cose, bisogna anche riconoscere il valore degli avversari. Dispiace soprattutto per il pubblico, che è stato fantastico. Bisogna avere fiducia perché questa è una squadra giovane e forte, in grado di aprire un ciclo”.
