Sondaggi politici, il “Campo largo” supera il centrodestra
Fratelli d’Italia si conferma la prima forza politica del Paese, ma il confronto tra le coalizioni racconta una situazione diversa rispetto a quella che emerge osservando i singoli partiti. Il Campo largo, che riunisce le principali forze del centrosinistra, raggiunge infatti il 44% dei consensi, superando di due punti percentuali il centrodestra, fermo al 42%. È quanto emerge dalla nuova media dei sondaggi elaborata da BiDiMedia, che prende in esame le rilevazioni realizzate nelle ultime due settimane da diversi istituti demoscopici.
Il dato più significativo riguarda proprio gli equilibri tra gli schieramenti. Se da un lato Giorgia Meloni continua a guidare il partito con il maggior consenso, dall’altro l’eventuale alleanza tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e le altre formazioni progressiste raggiunge una percentuale superiore a quella dell’attuale coalizione di governo. Uno scenario che, tuttavia, potrebbe cambiare sensibilmente qualora Futuro Nazionale, la formazione politica di Roberto Vannacci, entrasse nell’alleanza di centrodestra.
Fratelli d’Italia al 26,6%, Forza Italia torna a crescere
Secondo i dati diffusi da BiDiMedia, Fratelli d’Italia si attesta al 26,6%, registrando un incremento dello 0,1% rispetto alla precedente rilevazione del 20 ottobre. Il partito della presidente del Consiglio mantiene così un distacco significativo dalle altre formazioni politiche, confermandosi il principale riferimento elettorale della maggioranza.
A movimentare il quadro del centrodestra è soprattutto Forza Italia. Il partito guidato da Antonio Tajani sale al 7,2%, guadagnando mezzo punto percentuale e riportandosi davanti a Futuro Nazionale, che scende invece al 6,7%, con una flessione dello 0,5%.
Più distante la Lega di Matteo Salvini, stabile al 5,4%. Il Carroccio si colloca quindi dietro sia agli azzurri sia alla formazione di Vannacci. Completano il quadro delle forze minori Noi Moderati, all’1%, e Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, all’1,3%.
Il centrosinistra raggiunge il 44%: Pd al 20,6%, M5S al 12%
Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si conferma la principale forza del Campo largo, attestandosi al 20,6%, in crescita dello 0,1%. Una percentuale che mantiene i democratici a distanza da Fratelli d’Italia, ma che ne conferma il ruolo centrale all’interno dell’eventuale coalizione progressista.
Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte raccoglie il 12% dei consensi, mentre Alleanza Verdi e Sinistra, guidata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, raggiunge il 6,7%, con un lieve incremento rispetto alla precedente rilevazione.
Più contenuti i risultati delle altre formazioni: Casa Riformista-Italia Viva si attesta all’1,9%, Avanti-PSI all’1% e +Europa allo 0,8%.
Il risultato complessivo del 44% rappresenta un dato rilevante per il centrosinistra, ma resta legato alla concreta possibilità di costruire un’alleanza politica capace di tenere insieme forze con identità e programmi differenti.
Un primo passaggio in questa direzione si è registrato il 30 ottobre, quando Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni si sono confrontati sulle prossime tappe del percorso comune. Tra gli obiettivi indicati figurano la definizione di un programma condiviso entro novembre e l’organizzazione delle primarie entro febbraio.
Vannacci, l’incognita che può cambiare gli equilibri del centrodestra
Uno degli elementi più importanti emersi dalla rilevazione riguarda il ruolo di Roberto Vannacci e del suo partito, Futuro Nazionale. Nonostante la flessione registrata nelle ultime settimane, la formazione dell’ex generale conserva un consenso del 6,7%, una percentuale che assume particolare rilevanza nel confronto tra gli schieramenti.
Secondo i calcoli di BiDiMedia, infatti, un centrodestra allargato a Futuro Nazionale raggiungerebbe il 48,7%, contro il 44% del Campo largo. La differenza sarebbe quindi di 4,7 punti percentuali. Si tratta, tuttavia, di una somma aritmetica delle intenzioni di voto attribuite ai singoli partiti, non di una previsione sul risultato di un’eventuale alleanza elettorale.
Il Blog+1
Resta inoltre aperta la questione dei rapporti politici tra Vannacci e Giorgia Meloni. In una recente intervista al Fatto Quotidiano, il leader di Futuro Nazionale ha invitato la presidente del Consiglio a considerare un’intesa con la sua formazione, chiedendo anche un cambiamento nella linea politica del governo.
La collocazione di Futuro Nazionale rappresenta dunque uno dei principali nodi ancora da sciogliere nel centrodestra, insieme ai rapporti di forza tra Forza Italia e Lega.
La sfida delle alleanze e il peso degli indecisi
Il quadro delineato dai sondaggi evidenzia come il consenso dei singoli partiti non sia sufficiente, da solo, a descrivere gli equilibri politici nazionali. La composizione delle coalizioni e la capacità di raggiungere accordi programmatici saranno fattori determinanti nella costruzione delle future offerte elettorali.
Un altro elemento riguarda gli elettori ancora indecisi. Nella rilevazione BiDiMedia del 30 ottobre, questa componente rappresenta il 24%, mentre l’affluenza stimata oscilla tra il 55% e il 59%. Il sondaggio è stato condotto su un campione di mille maggiorenni, con un margine di errore dichiarato di circa 3,1 punti percentuali.
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I dati, pertanto, vanno interpretati come una fotografia delle intenzioni di voto nel periodo esaminato e non come una previsione dell’esito delle prossime elezioni.
Il dato politico centrale resta il confronto tra due diversi scenari: da una parte il Campo largo, che raggiunge il 44% contro il 42% del centrodestra tradizionale; dall’altra l’ipotesi di un centrodestra esteso anche alla formazione di Vannacci, la cui somma dei consensi arriverebbe al 48,7%.
La partita politica si concentra quindi sulle alleanze. Per il centrosinistra la questione è trasformare le convergenze tra i partiti in un progetto comune; per il centrodestra, invece, definire il rapporto con Futuro Nazionale e gli equilibri interni alla coalizione. Due percorsi diversi che contribuiranno a delineare il quadro politico dei prossimi mesi.
Il dato più significativo riguarda proprio gli equilibri tra gli schieramenti. Se da un lato Giorgia Meloni continua a guidare il partito con il maggior consenso, dall’altro l’eventuale alleanza tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e le altre formazioni progressiste raggiunge una percentuale superiore a quella dell’attuale coalizione di governo. Uno scenario che, tuttavia, potrebbe cambiare sensibilmente qualora Futuro Nazionale, la formazione politica di Roberto Vannacci, entrasse nell’alleanza di centrodestra.
Fratelli d’Italia al 26,6%, Forza Italia torna a crescere
Secondo i dati diffusi da BiDiMedia, Fratelli d’Italia si attesta al 26,6%, registrando un incremento dello 0,1% rispetto alla precedente rilevazione del 20 ottobre. Il partito della presidente del Consiglio mantiene così un distacco significativo dalle altre formazioni politiche, confermandosi il principale riferimento elettorale della maggioranza.
A movimentare il quadro del centrodestra è soprattutto Forza Italia. Il partito guidato da Antonio Tajani sale al 7,2%, guadagnando mezzo punto percentuale e riportandosi davanti a Futuro Nazionale, che scende invece al 6,7%, con una flessione dello 0,5%.
Più distante la Lega di Matteo Salvini, stabile al 5,4%. Il Carroccio si colloca quindi dietro sia agli azzurri sia alla formazione di Vannacci. Completano il quadro delle forze minori Noi Moderati, all’1%, e Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, all’1,3%.
Il centrosinistra raggiunge il 44%: Pd al 20,6%, M5S al 12%
Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si conferma la principale forza del Campo largo, attestandosi al 20,6%, in crescita dello 0,1%. Una percentuale che mantiene i democratici a distanza da Fratelli d’Italia, ma che ne conferma il ruolo centrale all’interno dell’eventuale coalizione progressista.
Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte raccoglie il 12% dei consensi, mentre Alleanza Verdi e Sinistra, guidata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, raggiunge il 6,7%, con un lieve incremento rispetto alla precedente rilevazione.
Più contenuti i risultati delle altre formazioni: Casa Riformista-Italia Viva si attesta all’1,9%, Avanti-PSI all’1% e +Europa allo 0,8%.
Il risultato complessivo del 44% rappresenta un dato rilevante per il centrosinistra, ma resta legato alla concreta possibilità di costruire un’alleanza politica capace di tenere insieme forze con identità e programmi differenti.
Un primo passaggio in questa direzione si è registrato il 30 ottobre, quando Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni si sono confrontati sulle prossime tappe del percorso comune. Tra gli obiettivi indicati figurano la definizione di un programma condiviso entro novembre e l’organizzazione delle primarie entro febbraio.
Vannacci, l’incognita che può cambiare gli equilibri del centrodestra
Uno degli elementi più importanti emersi dalla rilevazione riguarda il ruolo di Roberto Vannacci e del suo partito, Futuro Nazionale. Nonostante la flessione registrata nelle ultime settimane, la formazione dell’ex generale conserva un consenso del 6,7%, una percentuale che assume particolare rilevanza nel confronto tra gli schieramenti.
Secondo i calcoli di BiDiMedia, infatti, un centrodestra allargato a Futuro Nazionale raggiungerebbe il 48,7%, contro il 44% del Campo largo. La differenza sarebbe quindi di 4,7 punti percentuali. Si tratta, tuttavia, di una somma aritmetica delle intenzioni di voto attribuite ai singoli partiti, non di una previsione sul risultato di un’eventuale alleanza elettorale.
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Resta inoltre aperta la questione dei rapporti politici tra Vannacci e Giorgia Meloni. In una recente intervista al Fatto Quotidiano, il leader di Futuro Nazionale ha invitato la presidente del Consiglio a considerare un’intesa con la sua formazione, chiedendo anche un cambiamento nella linea politica del governo.
La collocazione di Futuro Nazionale rappresenta dunque uno dei principali nodi ancora da sciogliere nel centrodestra, insieme ai rapporti di forza tra Forza Italia e Lega.
La sfida delle alleanze e il peso degli indecisi
Il quadro delineato dai sondaggi evidenzia come il consenso dei singoli partiti non sia sufficiente, da solo, a descrivere gli equilibri politici nazionali. La composizione delle coalizioni e la capacità di raggiungere accordi programmatici saranno fattori determinanti nella costruzione delle future offerte elettorali.
Un altro elemento riguarda gli elettori ancora indecisi. Nella rilevazione BiDiMedia del 30 ottobre, questa componente rappresenta il 24%, mentre l’affluenza stimata oscilla tra il 55% e il 59%. Il sondaggio è stato condotto su un campione di mille maggiorenni, con un margine di errore dichiarato di circa 3,1 punti percentuali.
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I dati, pertanto, vanno interpretati come una fotografia delle intenzioni di voto nel periodo esaminato e non come una previsione dell’esito delle prossime elezioni.
Il dato politico centrale resta il confronto tra due diversi scenari: da una parte il Campo largo, che raggiunge il 44% contro il 42% del centrodestra tradizionale; dall’altra l’ipotesi di un centrodestra esteso anche alla formazione di Vannacci, la cui somma dei consensi arriverebbe al 48,7%.
La partita politica si concentra quindi sulle alleanze. Per il centrosinistra la questione è trasformare le convergenze tra i partiti in un progetto comune; per il centrodestra, invece, definire il rapporto con Futuro Nazionale e gli equilibri interni alla coalizione. Due percorsi diversi che contribuiranno a delineare il quadro politico dei prossimi mesi.

