Il Giardino delle Zucche compie dieci anni: natura e benessere digitale al centro dell’edizione 2026
Fiori di tagete gialli e arancioni, zucche, laboratori didattici, street food a tema e spazi pensati per rallentare e riscoprire il contatto con la natura. Ha aperto a Pignataro Maggiore la decima edizione de “Il Giardino delle Zucche – Pumpkin Patch”, il progetto ideato da Emily Turino che ha portato in Italia la tradizione americana dei campi di zucche.
Per il decimo anniversario, l’iniziativa affianca alle attività dedicate all’autunno un messaggio rivolto soprattutto alle famiglie: recuperare momenti di socialità e favorire un rapporto più equilibrato con smartphone, social network e dispositivi digitali.
Ospite dell’edizione è stato Paolo Siani, consigliere della Fondazione Giancarlo Siani e fratello del giornalista ucciso dalla camorra. Una presenza dal particolare valore simbolico: il Giardino si trova infatti proprio in via Giancarlo Siani e la famiglia Turino, che ogni anno affianca all’iniziativa un progetto sociale, ha scelto in occasione del decennale di sostenere una campagna contro il cyberbullismo.
Siani ha donato a Emily Turino i suoi ultimi libri, Piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale e Benessere digitale, guida all’uso consapevole dei device. Quest’ultimo propone indicazioni pratiche per un rapporto più consapevole con i dispositivi elettronici, partendo dall’analisi di dati scientifici e offrendo consigli differenziati in base all’età, dagli adolescenti agli adulti fino ai nonni.
«Ai ragazzi non si può vietare di utilizzare i social», ha spiegato Siani, sottolineando però che per i bambini fino agli 11 anni lo smartphone non è necessario. Da qui l’invito rivolto ai genitori dei più piccoli: recuperare il valore del racconto e della relazione diretta. «Torniamo a raccontare storie. Storie con il tono della voce di mamma, papà e dei familiari più cari, e non di dispositivi digitali».
Un messaggio che incontra la filosofia educativa del Giardino. Secondo gli organizzatori, ogni anno oltre 30mila ragazzi partecipano ai laboratori didattici promossi da Emily Turino, attività pensate per trasmettere valori come condivisione, rispetto della diversità, creatività e capacità di rallentare.
«Il Giardino è un’esperienza educativa a cielo aperto, dove si riscopre il contatto con la natura, lontano dagli schermi e dalla frenesia digitale», spiega Turino. «È pensato per essere vissuto con ritmi lenti e soprattutto per meravigliarsi».
Tra le novità c’è il “Giardino delle tagete”, raggiungibile a bordo di un trattore. Un campo caratterizzato dai colori caldi dei fiori, dal giallo all’arancione, che richiamano le sfumature del tramonto. I visitatori possono immergersi nel paesaggio e utilizzare i fiori anche per realizzare bouquet.
Dietro al Pumpkin Patch di Pignataro Maggiore c’è inoltre una storia familiare che lega la Campania agli Stati Uniti. Tutto nasce dalla casa in stile New England costruita da papà Fernando per mamma Elvira, americana, come pegno d’amore per convincerla a sposarlo e a trasferirsi in Italia. Una casa che ricordava quelle viste nelle serie televisive statunitensi e che, con il passare degli anni, è diventata il cuore di un progetto molto più ampio.
È stata la figlia Emily a trasformare la tenuta della famiglia Turino, insieme ai fratelli Raffaele e Antonio, ricreando per prima in Italia l’esperienza dei tradizionali pumpkin patch americani. Un modello che successivamente si è diffuso in diverse parti del Paese.
Dieci anni dopo, il Giardino delle Zucche lega così la propria storia a un tema sempre più presente nella vita delle famiglie: trovare un equilibrio tra mondo digitale e vita reale. E lo fa attraverso una proposta semplice: tornare a stare insieme, creare con le proprie mani, ascoltare una storia raccontata da una voce familiare e concedersi il tempo di osservare la natura.
Per il decimo anniversario, l’iniziativa affianca alle attività dedicate all’autunno un messaggio rivolto soprattutto alle famiglie: recuperare momenti di socialità e favorire un rapporto più equilibrato con smartphone, social network e dispositivi digitali.
Ospite dell’edizione è stato Paolo Siani, consigliere della Fondazione Giancarlo Siani e fratello del giornalista ucciso dalla camorra. Una presenza dal particolare valore simbolico: il Giardino si trova infatti proprio in via Giancarlo Siani e la famiglia Turino, che ogni anno affianca all’iniziativa un progetto sociale, ha scelto in occasione del decennale di sostenere una campagna contro il cyberbullismo.
Siani ha donato a Emily Turino i suoi ultimi libri, Piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale e Benessere digitale, guida all’uso consapevole dei device. Quest’ultimo propone indicazioni pratiche per un rapporto più consapevole con i dispositivi elettronici, partendo dall’analisi di dati scientifici e offrendo consigli differenziati in base all’età, dagli adolescenti agli adulti fino ai nonni.
«Ai ragazzi non si può vietare di utilizzare i social», ha spiegato Siani, sottolineando però che per i bambini fino agli 11 anni lo smartphone non è necessario. Da qui l’invito rivolto ai genitori dei più piccoli: recuperare il valore del racconto e della relazione diretta. «Torniamo a raccontare storie. Storie con il tono della voce di mamma, papà e dei familiari più cari, e non di dispositivi digitali».
Un messaggio che incontra la filosofia educativa del Giardino. Secondo gli organizzatori, ogni anno oltre 30mila ragazzi partecipano ai laboratori didattici promossi da Emily Turino, attività pensate per trasmettere valori come condivisione, rispetto della diversità, creatività e capacità di rallentare.
«Il Giardino è un’esperienza educativa a cielo aperto, dove si riscopre il contatto con la natura, lontano dagli schermi e dalla frenesia digitale», spiega Turino. «È pensato per essere vissuto con ritmi lenti e soprattutto per meravigliarsi».
Tra le novità c’è il “Giardino delle tagete”, raggiungibile a bordo di un trattore. Un campo caratterizzato dai colori caldi dei fiori, dal giallo all’arancione, che richiamano le sfumature del tramonto. I visitatori possono immergersi nel paesaggio e utilizzare i fiori anche per realizzare bouquet.
Dietro al Pumpkin Patch di Pignataro Maggiore c’è inoltre una storia familiare che lega la Campania agli Stati Uniti. Tutto nasce dalla casa in stile New England costruita da papà Fernando per mamma Elvira, americana, come pegno d’amore per convincerla a sposarlo e a trasferirsi in Italia. Una casa che ricordava quelle viste nelle serie televisive statunitensi e che, con il passare degli anni, è diventata il cuore di un progetto molto più ampio.
È stata la figlia Emily a trasformare la tenuta della famiglia Turino, insieme ai fratelli Raffaele e Antonio, ricreando per prima in Italia l’esperienza dei tradizionali pumpkin patch americani. Un modello che successivamente si è diffuso in diverse parti del Paese.
Dieci anni dopo, il Giardino delle Zucche lega così la propria storia a un tema sempre più presente nella vita delle famiglie: trovare un equilibrio tra mondo digitale e vita reale. E lo fa attraverso una proposta semplice: tornare a stare insieme, creare con le proprie mani, ascoltare una storia raccontata da una voce familiare e concedersi il tempo di osservare la natura.

