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Scuola, Meloni richiama una circolare di Mattarella del 1990. Le opposizioni: «Non trascinate il Colle nella polemica»

La proposta del governo sulla composizione delle classi apre uno scontro politico attorno alle parole del presidente della Repubblica. Dopo che Sergio Mattarella ha ricordato, all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, che la scuola deve essere aperta a tutti e contribuire a non creare «ghetti» o barriere, Giorgia Meloni ha respinto l’idea che il suo intervento fosse una critica all’esecutivo.

Intervistata a Cinque minuti, la presidente del Consiglio ha sostenuto che distribuire in modo più equilibrato gli alunni stranieri fra le classi favorisca l’apprendimento dell’italiano e l’integrazione. A sostegno della sua posizione ha richiamato una circolare emanata nel 1990, quando Mattarella era ministro della Pubblica istruzione.

Il riferimento è alla circolare n. 205 del 26 luglio 1990, dedicata alla scuola dell’obbligo e all’educazione interculturale. Il testo invitava a ripartire gli alunni stranieri tra le classi per agevolarne l’integrazione linguistica e richiamava l’indicazione di non concentrare più di cinque alunni dello stesso gruppo linguistico in una classe. Si trattava di indicazioni formulate quando la presenza di studenti stranieri nelle scuole italiane era molto più limitata.

Il richiamo alla circolare, però, non chiude il confronto sulla proposta attuale. Il governo intende introdurre un limite del 30% di alunni stranieri per classe; il provvedimento annunciato deve ancora completare il proprio iter.

Le opposizioni hanno criticato soprattutto la scelta di coinvolgere Mattarella nel dibattito. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha accusato Meloni di trascinare il presidente della Repubblica in una polemica politica. Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi e Sinistra, che contestano la misura proposta e chiedono di riportare l’attenzione sulle altre difficoltà della scuola pubblica.

Resta dunque aperta la questione centrale: come distribuire gli studenti tra le classi e quali strumenti affiancare a questa scelta perché l’integrazione linguistica funzioni nella pratica.

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