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Flotilla sequestrata, cresce la tensione diplomatica: Tajani attacca Ben Gvir

Si aggrava il caso della Flotilla fermata dalle autorità israeliane al largo della Striscia di Gaza. Mentre proseguono le polemiche internazionali per le immagini degli attivisti bendati, ammanettati e derisi durante la detenzione nel porto di Ashdod, il governo italiano alza i toni contro Israele. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito quello del ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir “un atteggiamento da regime dittatoriale”, annunciando il previsto rientro in Italia degli attivisti italiani fermati durante il sequestro dell’imbarcazione.

Tra loro anche il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, che secondo le testimonianze raccolte avrebbe subito violenze durante la detenzione.

Le accuse degli attivisti: “Violenze, abusi e umiliazioni”

Il team legale dell’ong Adalah, che sta assistendo i membri della Flotilla, ha denunciato un trattamento definito “disumano”. Secondo i legali, gli attivisti avrebbero subito pestaggi, molestie sessuali, umiliazioni e vessazioni durante le operazioni di abbordaggio e nei centri di detenzione israeliani.

Alcuni avrebbero riportato ferite serie. Tre persone, secondo quanto riferito, sono state ricoverate in ospedale dopo l’intervento delle forze israeliane. Le testimonianze parlano anche di utilizzo di taser e proiettili di gomma.

A suscitare particolare indignazione sono stati i video diffusi dal ministro Ben Gvir, nei quali alcuni attivisti compaiono bendati e inginocchiati mentre vengono derisi durante la custodia.

La testimonianza di Mantovani: “Picchiati con manette e catene alle caviglie”

Tra le testimonianze più dure c’è quella del giornalista de Il Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, che ha raccontato in un audio pubblicato dal quotidiano quanto accaduto dopo l’arresto.

“Io ho preso le botte, Dario Carotenuto ha preso le botte, altri hanno preso più botte di noi”, ha dichiarato. Mantovani ha riferito di aver visto persone con sospette fratture alle braccia e alle costole e di aver sentito urla provenire dal container utilizzato per i controlli all’ingresso del centro di detenzione.

Il giornalista ha inoltre raccontato che lui e Carotenuto sarebbero stati trasferiti all’aeroporto Ben Gurion con manette ai polsi e catene alle caviglie.

Mattarella e Bruxelles condannano il trattamento degli attivisti

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto duramente sulla vicenda, parlando di un “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali”.

Parole molto dure che segnano uno dei passaggi diplomatici più delicati nei rapporti tra Italia e Israele degli ultimi mesi.

Da Bruxelles è arrivata una presa di posizione altrettanto severa: l’Unione Europea ha definito “inaccettabile” il trattamento riservato agli attivisti e ha chiesto il rilascio immediato dei fermati.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe espresso forte irritazione per quanto accaduto, mentre Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti ufficiali.

Schlein attacca il governo: “Non bastano più le parole”

Sul piano politico interno, la vicenda ha acceso lo scontro tra maggioranza e opposizione. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha chiesto al governo italiano di compiere passi concreti contro il governo israeliano.

“Il tempo delle parole è finito, servono fatti”, ha dichiarato la leader dem, sostenendo che l’esecutivo dovrebbe ritirare il veto italiano sulla sospensione dell’accordo di cooperazione tra Unione Europea e Israele.

Schlein ha inoltre definito “agghiaccianti” le immagini degli attivisti arrestati e ha accusato il governo israeliano di violare sistematicamente il diritto internazionale. Secondo la segretaria del Pd, durante il blitz sarebbero state coinvolte anche imbarcazioni battenti bandiera italiana, elemento che aprirebbe un ulteriore fronte diplomatico.

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