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Turismo, dopo le dimissioni di Santanchè Meloni valuta: nuovo ministro o interim a Palazzo Chigi

Le dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo aprono una nuova fase per il governo guidato da Giorgia Meloni. Una decisione che, pur attesa da giorni, segna un passaggio delicato per l’esecutivo e rilancia il dibattito politico sulle prossime mosse della premier.

Un addio annunciato

L’uscita di Santanchè arriva al termine di settimane di tensioni politiche e mediatiche, culminate con una presa di distanza pubblica da parte della stessa Meloni. Il rischio di una mozione di sfiducia in Parlamento e il progressivo isolamento politico hanno reso inevitabile il passo indietro. Nella lettera di dimissioni, l’ex ministra ha espresso amarezza per l’epilogo della sua esperienza di governo, lasciando trasparire anche un certo attrito con la leadership.

Il nodo della successione

Con il dicastero del Turismo ora vacante, si apre il classico “totonomi” per individuare il successore. Due le strade principali davanti alla presidente del Consiglio: nominare subito un nuovo ministro oppure mantenere l’interim, gestendo direttamente le deleghe.

Tra i nomi più citati spicca quello di Luca Zaia, figura di peso della Lega. Tuttavia, questa ipotesi rischierebbe di alterare gli equilibri interni alla maggioranza, trasferendo un ministero attualmente in quota Fratelli d’Italia a un altro partito.

Un profilo diverso è quello di Giovanni Malagò, che porterebbe competenze manageriali e visibilità internazionale, ma la sua forte esposizione potrebbe rappresentare un limite in un contesto politico complesso.

Le opzioni interne a Fratelli d’Italia

Per mantenere la continuità politica, si guarda anche a esponenti di Fratelli d’Italia. Tra questi, Lucio Malan, capogruppo al Senato, e Gianluca Caramanna, responsabile Turismo del partito. Nomi che garantirebbero un controllo diretto del dicastero da parte della premier.

Altri profili in valutazione includono il senatore Salvo Sallemi e l’imprenditore napoletano Costanzo Jannotti Pecci, in linea con l’idea — sempre più discussa — di puntare su una figura del Mezzogiorno per rafforzare il legame con le regioni del Sud.

Tecnici e manager nel radar

Non mancano ipotesi più tecniche, come Elena Nembrini e Sandro Pappalardo, che offrirebbero competenze specifiche nel settore turistico e nella promozione internazionale.

L’ipotesi interim

Resta sul tavolo anche la possibilità che Meloni trattenga temporaneamente il ministero. Una scelta che le consentirebbe di prendere tempo, evitare tensioni nella maggioranza e decidere con maggiore calma il nome giusto. In questo scenario, le deleghe potrebbero restare a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura nel 2027 oppure essere assegnate in un secondo momento, quando il clima politico sarà meno teso.

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