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Cronaca

Napoli, morto in ospedale Antonio Meglio: si è suicidato l’uomo che accoltellò una donna su un bus

È morto Antonio Meglio, l’uomo che lo scorso 5 marzo aveva accoltellato una donna sconosciuta a bordo di un autobus dell’ANM nel quartiere Vomero di Napoli. Il 39enne si è tolto la vita nella serata di lunedì 9 marzo mentre era ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Giovanni Bosco. Secondo quanto riferito dal suo legale, Gianluca Sperandeo, il decesso è avvenuto intorno alle 21:30. Meglio era stato ricoverato subito dopo l’arresto perché aveva già tentato di suicidarsi dopo l’aggressione. Durante il ricovero era piantonato dalle forze dell’ordine.

L’aggressione sul bus al Vomero

L’episodio risale alla sera del 5 marzo, quando Meglio salì sull’autobus 132 dell’azienda di trasporto ANM, che stava attraversando via Simone Martini, nella zona collinare della città. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe scelto una donna a caso tra i passeggeri e l’avrebbe aggredita con un coltello, colpendola al volto e alle mani. Dopo l’attacco, l’avrebbe tenuta in ostaggio per circa 15 minuti all’interno del mezzo.
La situazione è stata gestita grazie all’intervento di alcuni passanti e dei carabinieri, che hanno cercato di farlo ragionare fino a quando sono riusciti a bloccarlo. Durante il trasferimento verso l’auto di servizio, l’uomo ha rischiato di essere linciato dalla folla, molto agitata per quanto accaduto.

Il movente: una presunta “truffa amorosa”

Durante gli interrogatori, Meglio avrebbe dichiarato di aver agito in seguito alla delusione per una presunta truffa amorosa subita da parte di una escort. Tuttavia, la vittima dell’aggressione non avrebbe avuto alcun legame con la vicenda: si trattava semplicemente di una passeggera scelta casualmente. Nei video diffusi sui social subito dopo l’arresto, Meglio è stato ripreso mentre veniva portato via dai carabinieri e gridava: “Avvisate Nicola Gratteri”, riferendosi al procuratore capo di Nicola Gratteri.

Chi era Antonio Meglio

Originario del quartiere Pianura, nella zona occidentale di Napoli, Meglio aveva 39 anni, era laureato in Giurisprudenza e svolgeva la pratica forense. Secondo quanto emerso, in passato aveva seguito percorsi di cura per problemi psichici presso l’ASL locale e, più recentemente, si sarebbe rivolto a specialisti privati. Dopo il suicidio, la salma potrebbe essere sequestrata dall’autorità giudiziaria per eseguire gli accertamenti medico-legali necessari a stabilire con precisione le cause della morte.

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