Napoli, protesta dei tassisti: “Introiti ridotti del 30% per colpa di Uber e Ncc
Giornata di protesta davanti a Palazzo San Giacomo, dove i tassisti napoletani sono scesi in piazza per chiedere maggiori garanzie e tutele per la loro categoria. Striscioni, slogan e un gesto simbolico: lo strappo del tariffario comunale che stabilisce i prezzi per le tratte cittadine più utilizzate. Alla mobilitazione hanno preso parte i rappresentanti sindacali di Fast Confsal, Federtaxi Cisal, Sitan/Atn Orsa Taxi, Tassisti di Base, Confail, UGL Unimpresa, UriTaxi e Uti/Consortaxi, un fronte compatto contro quelle che vengono definite “minacce alla sopravvivenza della categoria”.
Al centro delle contestazioni ci sono Uber e i servizi di noleggio con conducente (Ncc), accusati dai tassisti di sottrarre quote importanti di mercato. Ma non solo: a preoccupare sono anche l’aumento delle licenze, le navette messe a disposizione da hotel e B&B e le pratiche di trasporto abusivo pubblicizzate sui social. “La città di Napoli ha una forte vocazione turistica – spiegano i sindacalisti – ma sempre più spesso ci troviamo a competere con forme di trasporto che operano fuori da ogni regola. Siamo con le spalle al muro e chiediamo al sindaco di ascoltarci”. Attualmente in città sono 2.370 le licenze taxi attive. Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze del MEF, elaborati dal Sole 24 Ore e riferiti all’anno fiscale 2023, il reddito medio dichiarato da un tassista napoletano è di appena 12.791 euro annui.
Una situazione resa ancora più critica, denunciano i sindacati, dal calo degli introiti: “Uber e Ncc ci hanno ridotto i guadagni di oltre il 30% nell’ultimo anno”, sostengono i rappresentanti della categoria. I tassisti chiedono al Comune misure concrete per contrastare l’abusivismo, regole più chiare per i servizi concorrenti e un piano di sostegno per una categoria che, dicono, rischia di essere travolta dalla concorrenza sleale. “La nostra – concludono – non è solo una battaglia per i lavoratori, ma per garantire trasparenza, sicurezza e legalità nel trasporto pubblico cittadino”.

